L’iniziativa, promossa dal Comune di Sezze in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Latina e Frosinone e la Sapienza Università di Roma, rappresenta un’importante occasione di approfondimento e confronto scientifico sul passato della colonia latina di Setia e sul suo ruolo all’interno del più ampio quadro del Lazio repubblicano.
Dopo i saluti istituzionali di Lidano Lucidi, sindaco di Sezze, e di Alessandro Betori, soprintendente SABAP per le province di Latina e Frosinone, si alterneranno interventi di studiosi e ricercatori che presenteranno i risultati delle più recenti indagini condotte sul territorio: Gianluca Melandri del SABAP Latina e Frosinone, Alessandro M. Jaia della Sapienza; Francesco M. Cifarelli dell’Università degli Studi dell’Aquila e Laura Ebanista (Sapienza Università di Roma) , che presenterà il suo lavoro Setia, ricerche di topografia urbana.
A seguire, è prevista una sessione poster, ovvero la presentazione di progetti, ricerche e idee a cura degli studenti della Sapienza Università di Roma coinvolti nella campagna di ricognizione 2025. La giornata si concluderà alle ore 12.30 con un aperitivo di saluto.
“Grazie a un accordo tra Comune di Sezze, Soprintendenza e Università La Sapienza si stanno conducendo da qualche anno delle ricerche approfondite sulla nostra città; sono tanti gli universitari che vengono a studiare la nostra terra. Sono estremamente soddisfatto per il lavoro portato avanti con grande passione dalla Professoressa Laura Ebanista e dal suo team, lavoro che sta permettendo a tutti noi di riscoprire le radici più autentiche della nostra comunità“, ha commentato il sindaco Lidano Lucidi.
“Gli studi condotti da alcuni dei più autorevoli esperti del settore – continua il primo cittadino – stanno facendo emergere una storia complessa, ricca e ancora per molti versi da riscoprire. Si tratta di un approfondimento importante affrontato con attenzione e sistematicità, e che oggi ci restituisce un quadro più ampio e completo sulle origini della nostra Sezze. Quello che celebriamo oggi non è un punto di arrivo, ma piuttosto un primo passo nella direzione della riscoperta e della valorizzazione di un patrimonio storico e archeologico immenso, che appartiene a Sezze e che dobbiamo sentire come una responsabilità condivisa. È un cammino che rafforza la nostra identità e ci impegna a custodirla e trasmetterla alle generazioni future“.



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