Dal 22 settembre a metà novembre 2025 è indetto uno sciopero solidale per la Palestina. L’iniziativa viene accompagnata da una nuova opera dell’artista Francesco Guadagnuolo, intitolata “È davvero finito il sogno di uno Stato palestinese?“. Il dipinto, realizzato con tecnica mista e collage, è una potente riflessione visiva sul conflitto e sulla sofferenza del popolo palestinese.
Un’opera carica di simbolismo
Il quadro, descritto come un “lamento che penetra nell’anima di chi guarda”, è dominato da una distesa di sabbia lacerata da fenditure metalliche e segnata da un carro armato, simbolo di guerra e distruzione. Al centro, una colomba dalle ali spezzate giace senza vita, a rappresentare un sogno di pace mai realizzato. Sullo sfondo, un ulivo fantasma, sradicato e ferito, evoca il dolore e le cicatrici di una terra strappata alla sua gente.
Figure evanescenti di bambini e madri emergono dalle ombre, con mani protese verso un confine invisibile, testimoniando il dramma quotidiano di famiglie che vivono in uno stato di costante precarietà e perdita.
La speranza che resiste
In forte contrasto con la desolazione, Guadagnuolo inserisce un piccolo “giardino di fiori sfioriti” che, pur consumati dal dolore, simboleggiano un atto di pietà e un seme di futuro. Questi fiori, con un flebile filo di luce gialla che li attraversa, richiamano la tradizione palestinese dove fiori e ulivi rappresentano una resistenza pacifica e la tenacia di sopravvivere.
L’artista invita a non abbandonare la speranza, perché, come suggerisce l’opera, “dietro ogni confine tracciato col sangue, la vita conserva il coraggio di fiorire”.


