La Riforma dei Dottori Commercialisti, attualmente sotto esame del Consiglio dei Ministri, non convince la categoria. Raffaella Romagnoli, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Latina, esprime un forte disappunto, sostenendo che il Disegno di Legge Delega non risponde alle reali necessità del settore e non ne valorizza il ruolo.
Leggi sullo stesso argomento
LATINA | “Pronti a reagire”, L’Academy Pisanti insegna la difesa personale: sport e sociale al servizio delle donne
LATINA | Polizia Locale, in arrivo il concorso per il nuovo comandante: la risposta dell’assessore Di Cocco
LATINA | Festa della Repubblica, Croce Rossa assiste 15 persone durante le celebrazioni del 2 giugno
Manca l’innovazione, mancano le esclusive
Secondo Romagnoli, il testo, così com’è, si limita a un “riassunto delle norme vigenti”, senza introdurre le innovazioni necessarie per il rilancio della professione. “Gli avvocati sono giunti a un progetto normativo organico con esclusive rimarcate,” ha dichiarato Romagnoli, “per i commercialisti, all’opposto, un testo di riorganizzazione e riordino sulla base delle attribuzioni esistenti (…) e senza esclusive”.
La presidente sottolinea che la riforma ha tradito le aspettative: quella che doveva essere una ridefinizione delle competenze si è trasformata in una semplice riorganizzazione, introducendo specializzazioni che non sono tutelate da un’esclusiva professionale, a differenza di quanto accade per altre categorie.
Dubbi e critiche sul testo attuale
Romagnoli solleva anche dubbi sulle possibili sovrapposizioni con la professione forense, specialmente a seguito delle nuove esclusive attribuite agli avvocati in materia di consulenza legale finalizzata alle cause. Tale aspetto, se interpretato in modo restrittivo, potrebbe limitare notevolmente l’operato dei commercialisti in ambiti di loro competenza, come il diritto societario, fallimentare e tributario.
In conclusione, la presidente dell’Ordine di Latina chiede che la riforma venga ripensata con un approccio che valorizzi la professione, ne definisca i confini in modo chiaro e ne riconosca l’importanza all’interno del sistema economico del Paese. L’obiettivo, sottolinea, deve essere quello di garantire un sistema professionale “moderno ed organico”.


