Torna a illuminare i Castelli Romani, Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale Danza Contemporanea, progetto de La Scatola dell’Arte ETS, ideato e diretto da Patrizia Cavola, con un’edizione 2025 che si annuncia come la più ricca e internazionale di sempre: dal 13 settembre al 26 ottobre, tra Velletri, Genzano e Rocca di Papa, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio che intreccia corpi, linguaggi e visioni, con compagnie provenienti da Italia, Belgio, Spagna, Germania e Cile. Una rassegna che abbraccia oltre trenta appuntamenti e porta in scena nomi di spicco del panorama coreografico internazionale: EgriBiancoDanz
Il Festival si apre sabato 13 settembre alla Casa delle Culture e della Musica di Velletri, dove si incontrano le poetiche di EgriBiancoDanza con Wandern
Si continua sabato 20 settembre, sempre a Velletri, con la fragilità evocata da Déjà Donné in Fragilitas-Atis; la visionarietà fiabesca di Francesco Vecchione con Art Garage in The Waltz of Silent Shadows; la leggerezza ironica di Konpira Fune Fune di Movimento Danza/Collettivo Dieci; e l’universo poetico e ironico di Davide Tagliavini con That’s All per Artemis Danza. La rassegna si sposta a Genzano domenica 21 settembre, tra i giardini e le sale del Palazzo Sforza Cesarini. Qui il pubblico sarà condotto tra le memorie evocate da Alice Carrino con DanceHaus Company in Fu Stella; i segreti sussurrati in scena da Hunt CDC con Whisper; la rivisitazione mitologica della dea Venus firmata dalle spagnole Taiat Dansa; la riflessione sul valore e sull’identità di Wert del Tanzcompagnie Görlitz-Zittau diretto da Massimo Gerardi; fino alla dimensione intima e giocosa di Street Tale della Compagnia Arabesque.
Il fine settimana successivo, venerdì 26 settembre, torna la Casa delle Culture di Velletri con Giselle Circle – Esercizi di stile di Uscite di Emergenza/Ass. Cult. Atacama, che reinventa un classico del repertorio romantico, e con Fa’atama di Kinesis CDC, ispirato alle identità multiple della cultura samoana.
Sabato 27 settembre arrivano ospiti internazionali: dal Belgio Irene K con Niemandland; il Balletto Teatro Torino con Noa; la Compagnia degli Istanti con Intersection Bach; e dal Cile Paulina Mellado con Decisiones Compartidas, che porta il pubblico al centro del processo creativo. Domenica 28 settembre il Palazzo Sforza Cesarini accoglie nuovamente una serata corale, con il ritorno di Atacama, Irene K, Simona Bucci e Pie Mellado in un intreccio di sguardi e linguaggi che rispecchiano la vocazione internazionale del Festival.
Il cuore della rassegna batte forte al Teatro Artemisio “Gian Maria Volonté” di Velletri. Sabato 11 ottobre, alle ore 17, AIEP Ariella Vidach presenta Nel Bosco del Futuro, un racconto multimediale che intreccia danza, tecnologia e poesia di Bruno Tognolini, immaginando un pianeta rigenerato nella diversità. In serata, Il Sale e il Pane della DaCru Dance Company/Naturalis Labor porta in scena una riflessione visionaria e non convenzionale sull’amore, seguita da Imago #2 di Megakles Ballet/Petranuradanza, rito coreografico che trasforma il corpo in medium tra visibile e invisibile.
Domenica 12 ottobre, sempre al Teatro Artemisio, Larumbe Danza dalla Spagna con El Sussurro del Tiempo propone un’esperienza che fonde danza e tecnologia per esplorare l’essenza del tempo, seguita da Leucò di Borderline Danza, che rilegge il mito di Orfeo attraverso la voce letteraria di Cesare Pavese. Il Festival prosegue 24 ottobre al Teatro Civico di Rocca di Papa con L’Ultimo Uomo della Compagnia Atacama, che torna anche il giorno successivo, 25 ottobre, al Teatro Artemisio di Velletri, in un doppio appuntamento che ribadisce l’urgenza e la potenza della loro ricerca. Il viaggio si conclude domenica 26 ottobre alla Sala Tersicore del Palazzo Comunale di Velletri con Ballroom di Chiara Frigo/Zebra Cultural Zoo, realizzato in collaborazione con ATCL, una performance immersiva che trasforma la sala da ballo in un luogo della memoria collettiva e del coinvolgimento diretto del pubblico, tra suggestioni pop e richiami cinematografici.
Con questa edizione, Paesaggi del Corpo conferma la sua identità di osservatorio privilegiato sulla danza contemporanea internazionale, intrecciando oltre trenta performance in una trama di linguaggi che spaziano dal rito arcaico all’arte digitale, dalla fiaba surreale alla riflessione filosofica. Un festival che trasforma i Castelli Romani in un crocevia di corpi e immaginari, restituendo alla danza il suo potere più autentico: raccontare l’essere umano nel suo rapporto con il mondo. Maggiori informazioni sul sito: https://


