Certo, negli otto racconti sul mondo religioso di Roberto Campagna, come recita il sottotitolo del libro “Amen”, spadroneggiano ovviamente i miracoli, i misteri e le sacre vendette. Ma poiché i racconti sono ambientati in alcuni borghi italiani, i cui nomi però sono di fantasia, come di fantasia sono i nomi degli stessi protagonisti, nel libro trovano spazio altri fatti e personaggi.
“Personaggi che, pur partecipando al proprio ruolo sociale – sottolinea Maurizio Valtieri nella prefazione – sono degli anarchici inconsapevoli, ribelli in qualche modo verso Dio, lo Stato e la società. Sono degli aquiloni spinti verso l’alto, eppure saldamente ancorati a terra attraverso un filo robusto, che sono le radici profonde nel territorio e il legame, spesso sentimento di amore-odio, con i compaesani”.
Il libro verrà presentato, mercoledì 13 agosto alle 18,30, a Maenza, presso il Gazebo Pizzeria “Da Nonna Orgilla”. Dialogherà con l’autore, lo storico Alessandro Pucci; letture di Alessandro Mariani, Nino Cardone ed Enzo Mercuri. Interverrà Enrico Pucci, consigliere delegato del Comune di Maenza. Così come in altri sue opere, anche in questo libro lo scrittore pontino ricorre alla metanarrazione. In sostanza, narra fatti realmente accaduti mischiandoli con altri inventati da lui stesso. Ciò per rendere gli stessi fatti accaduti più credibili e quelli inventati più veritieri. Ma, rispetto ai precedenti libri, questa tecnica qui è più marcata perché il racconto, a differenza del romanzo che ha perlopiù una narrazione orizzontale, è auto conclusivo. Quindi, per dare più forza alle sue storie, Campagna ha cercato di privilegiare i fatti realmente successi, anche se in alcuni casi la stessa narrazione è di tipo orizzontale, permettendogli così di liberare di più la fantasia.
“Nei piccoli centri – sottolinea Valtieri – a ognuno è assegnato un posto ben preciso, così come sono delineati gli archetipi della gerarchia sociale: il carabiniere, il sindaco, il medico, il maestro e il parroco a rappresentare le figure eminenti e cui fare riferimento a seconda delle situazioni, Poi ci sono tutte le altre figure nel mare magnum dell’anonimato popolare: il militante politico, la beghina, il marito fannullone e la moglie devota, la poco di buono, lo stravagante e i giovani di belle speranze… Tutti in continua lotta con il vivere umano quotidiano, tutti pronti a trincerarsi dietro le proprie certezze e verità, ma, allo stesso tempo, pronti a farsi comunità compatta a sostegno del bisogno del momento e nella risoluzione di un qualche problema”.
Per esempio, nel racconto “I dei Giuda”, uno dei protagonisti è Fiagini, il primo a interpretare il Giuda Iscariota nella Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo del suo paese, Piaggemarine. Ebbene, lui, oltre a essere un contadino e un esponente di primo piano del partito comunista, era un appassionato di calcio, tifoso della Roma. A tale proposito, ecco, tra l’altro, che cosa scrive Campagna: “Quando giocava la Roma, non c’erano santi né madonne che potessero farlo desistere dal sedersi davanti alla televisione, Poteva solamente lo stadio. Sì, spesso e volentieri, arrotolava un fazzoletto giallo insieme a quello rosso, che si metteva al collo immancabilmente in tutte le manifestazioni del Partito comunista, e partiva di buonora per l’Olimpico. Era uno dei primi ad arrivare. Comprava subito il biglietto d’ingresso e si piazzava davanti all’entrata, Con la sua proverbiale pazienza, una volta dentro lo stadio, aspettava l’inizio della partita seduto sugli spalti dopo aver mangiato i due panini che si portava da casa, farciti, a seconda del periodo, o con i broccoletti saltasti in padella o con i carciofi cotti al tegame. ‘Se perdete anche stavolta, vi ammazzo con queste mani!’. Le alzava, la mani, nel tentativo di farle vedere ai giocatori e intimorirli così. Fiato sprecato. E fatica anche, Lo sapeva bene, ma non smetteva di urlare e sperticarsi”.
La scrittura di Campagna è pragmatica, scandita da soggetti e complementi oggetto volutamente ripetuti da incisi che non ammettono distrazione alcuna e inchiodano lo sguardo dei lettori su mondi apparentemente miseri, ma fondamentalmente meravigliosi.



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