Secondo concerto del 61° Festival Pontino di Musica che si sposta all’Abbazia di Valvisciolo venerdì 4 luglio (ore 21) per un omaggio a Dmitrij Shostakovich, fra i più importanti compositori sovietici del Novecento nell’anno in cui ricorrono i cinquant’anni della scomparsa. Le percussioni di Ars Ludi, Leone d’Argento alla Biennale Musica del 2022, con Antonio Caggiano, Rodolfo Rossi e Gianluca Ruggeri, si uniscono all’Ars Trio di Roma (Laura Pietrocini pianoforte, Marco Fiorentini violino, Valeriano Taddeo violoncello) nel concerto Cinquant’anni senza Dmitrij Shostakovich con l’esecuzione dell’imponente Quindicesima Sinfonia, l’ultima del compositore, scritta nel 1971, qui riproposta nella versione per violino, violoncello, pianoforte e percussioni di Viktor Derevianko che venne approvata dallo stesso compositore.
Considerata come il “testamento spirituale” dell’attività compositiva di Shostakovich, che già molto malato sarebbe venuto a mancare qualche anno dopo, la Sinfonia è il suo ultimo lavoro per orchestra, divisa nei classici quattro tempi, caratterizzata da uno stile eclettico. Il primo movimento, Allegretto, dal tono giocoso, porta una citazione di un frammento dell’Ouverture del Guglielmo Tell; più cupo il secondo movimento, Adagio, che si apre con accordi funebri e suoni lugubri. Come anche grotteschi sono i motivi che tornano nel terzo movimento. L’ultimo tempo, che si apre con un Adagio, ricorda echi dal Crepuscolo degli dei di Wagner.
Precedono l’esecuzione della Sinfonia il Trio per violino, violoncello e pianoforte di Charles Ives del 1911 e Rain Tree (1981) per tre percussionisti di Tōru Takemitsu (1930-1996). Profondo osservatore dell’acqua e dei suoi più impercettibili movimenti, il compositore giapponese dedica un intero ciclo di composizioni a questo elemento, che pur adattandosi a ogni forma, inesorabilmente procede. In particolare Rain Tree si ispira a una novella di Kenzaburo Oe in cui è descritto un albero con molte piccole foglie in grado di trattenere l’acqua della pioggia mattutina, tanto da rilasciarla gradualmente durante il giorno, cosicché, anche se il temporale è passato, sotto quell’albero piove. Da qui il nome di “albero della pioggia”.



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