La Commissione Consiliare Urbanistica del Comune di Latina, riunitasi lo scorso 16 luglio, ha posto al centro dei lavori lo stato di attuazione e aggiornamento dei Piani Particolareggiati Esecutivi (PPE) annullati dal TAR, nonché l’analisi della delibera di Consiglio Comunale n. 84/2018, documento cardine per la ripianificazione urbanistica del capoluogo.
In apertura dei lavori, il presidente della Commissione, Roberto Belvisi, ha chiarito l’obiettivo dell’incontro: “Abbiamo completato il percorso iniziato nella scorsa seduta, affrontando prima i PPE non oggetto di annullamento, e oggi quelli annullati. È stato un metodo utile per fornire a tutti i commissari una visione chiara dello stato dell’arte, in particolare delle zone R, tra cui le aree R3 e R6, che presentano le maggiori criticità”.
Un confronto tecnico ma anche politico, che ha visto Belvisi rivendicare un cambio di passo rispetto al passato: “A differenza dell’amministrazione Coletta, questa maggioranza non si limita a dare indirizzi: li trasforma in atti concreti. Stiamo affrontando molte delle questioni rimaste irrisolte per anni, compresa l’annosa equivalenza tra le zone R e quelle BPPE”.
La delibera 84/2018 – al centro dell’analisi – rappresenta un atto di indirizzo strategico, volto a definire criteri e disposizioni programmatiche per la riorganizzazione urbanistica del territorio, soprattutto a seguito delle sentenze di annullamento. Ma la sua importanza affonda le radici in un lungo percorso di pianificazione che parte dal 1972, anno dell’approvazione dell’attuale Piano Regolatore Generale (PRG). Quel piano, nato per governare l’espansione demografica post-bellica, aveva suddiviso la città in comprensori, rompendo la struttura radiocentrica del vecchio piano Frezzotti e prevedendo una capacità insediativa di oltre 190mila abitanti.
Tuttavia, l’urbanizzazione diffusa degli anni successivi ha spesso trascurato l’adeguata dotazione di servizi e infrastrutture. Da qui, a partire dal 2006, l’esigenza di revisionare i PPE, con interventi specifici su quartieri come Latina Scalo e R3 – Quartiere Prampolini, fino ad arrivare alla più ampia riflessione sulla differenza tra zone R e le aree B secondo quanto previsto dal DM 1444/68.
La visione della Commissione punta oggi ad una nuova stagione di pianificazione sostenibile e strategica, che metta al centro la qualità urbana e il contrasto alla cosiddetta “città diffusa”. Lo sviluppo futuro si articola lungo tre assi portanti: Latina Scalo come hub logistico-industriale, il litorale come risorsa naturale e turistica da valorizzare, e la città consolidata come cuore culturale e amministrativo, da rilanciare anche come campus universitario diffuso.
Tra gli obiettivi prioritari: la valorizzazione dei Borghi, l’integrazione tra centro e periferia, la salvaguardia del patrimonio ambientale e l’utilizzo efficiente delle risorse idriche e del verde agricolo.
Conclude Belvisi: “La sfida è ambiziosa ma necessaria. Serve una nuova stagione urbanistica che coniughi visione e concretezza. Ed è questo il percorso che questa amministrazione sta tracciando.”


