«La privatizzazione di ABC non è un’opzione, né palese né occulta. E ognuno deve assumersi la propria quota di responsabilità». A dirlo è il consigliere comunale Cesare Bruni, che interviene nel dibattito sulla società pubblica di igiene urbana, chiarendo fin da subito che ogni ipotesi di esternalizzazione non è sul tavolo.
Bruni rivendica la sua posizione di coerenza sul tema: «Nel 2015 fui il primo, e per qualche settimana l’unico, consigliere a schierarsi contro la gara per il servizio rifiuti e a favore della gestione in house. Una scelta dettata da una visione di principio, ma anche dalla consapevolezza che il fallimento di Latina Ambiente, a causa della mancata chiarezza nelle poste economiche, avrebbe potuto esporre il Comune a seri rischi. Cosa che, purtroppo, è poi accaduta».
Secondo Bruni, la strada maestra resta quella del rafforzamento della società pubblica: «L’obiettivo deve essere duplice: garantire la pulizia della città e ridurre la Tari. È questo il lavoro in corso, ed è l’unico modo per scongiurare scenari che nessuno auspica».
Per riuscirci, però, serve un impegno collettivo: «Bisogna riallineare la realtà ai principi giuridici, aggiornando costi attuali e prospettici, integrando ciò che è necessario. Tutti – uffici, esecutivo, vertici ABC, consiglio comunale e sindacati – devono fare la loro parte. La politica è pronta a prendersi la propria responsabilità, ma va messa in condizione di approvare gli atti necessari con serenità».
Bruni ricorda che ABC è oggi un patrimonio della comunità, indipendentemente dal colore politico di chi l’ha istituita: «L’azienda è nata sotto il governo della sinistra, oggi amministra il centrodestra. Se davvero tutte le forze politiche sono d’accordo nel considerare ABC un bene comune, allora devono dimostrarlo nei fatti. Nessuno può tirarsi indietro con la scusa del ruolo di governo o opposizione. Servono responsabilità condivise e scelte coraggiose, non rivendicazioni vuote».


