Tornano anche quest’anno le campagne ambientali “Beach Litter 2025” e “Spiagge e Fondali Puliti 2025”, promosse da Legambiente in collaborazione con il Liceo Statale Leonardo da Vinci. Sabato 5 aprile, per l’ottavo anno consecutivo, decine di studenti del progetto PCTO “Sentinelle del Verde” hanno preso parte alle attività di raccolta e monitoraggio dei rifiuti lungo le spiagge di Levante e Ponente, accompagnati dai volontari del circolo Legambiente “Pisco Montano” e dalla docente referente, prof.ssa Marta Minà.
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I giovani, armati di guanti e buona volontà, si sono occupati della pulizia e classificazione dei rifiuti secondo il protocollo della campagna Beach Litter, una delle più importanti iniziative di citizen science a livello nazionale. Terracina ha partecipato attivamente, con un’attenzione particolare alla spiaggia libera antistante l’ex Pro-Infantia, lungo il litorale di Ponente.
Tra i rifiuti raccolti, non solo i consueti mozziconi di sigaretta e oggetti in plastica, ma anche mutande, capsule di caffè, cassette di polistirolo, esche da pesca, viti e assi di legno, oltre a una sorprendente quantità di resti di fuochi d’artificio: un dato che preoccupa per le implicazioni ambientali e legali.
Beach Litter 2025: i dati dell’indagine
Secondo i risultati dell’indagine Beach Litter 2025, quest’anno sono state monitorate 63 spiagge in 13 regioni, il doppio rispetto al 2024. Su una superficie complessiva di circa 197.000 mq, sono stati raccolti oltre 56.000 rifiuti, con una media di 892 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia.
Il Clean Coast Index, utilizzato per il secondo anno consecutivo, ha rivelato un peggioramento significativo della qualità ambientale: il 28% delle spiagge risulta “sporca” o “molto sporca”, contro il 6,6% del 2024. Al contrario, si riducono le spiagge classificate come “molto pulite” (dal 42% al 27%) e “pulite” (dal 24,2% al 14%).
La plastica si conferma il materiale dominante, costituendo il 77,9% dei rifiuti rilevati, seguita da vetro e ceramica (8,3%), carta e cartone (4,3%), metallo (3,6%) e legno (2,4%). Nonostante il divieto imposto dalla Direttiva SUP(Single Use Plastics), entrata in vigore nel 2022, ben il 40,5% dei rifiuti raccolti rientra ancora tra quelli messi al bando, compresi cotton fioc (5,6%) e mozziconi di sigaretta (7,5%).
Il caso Terracina: il picco dei fuochi d’artificio
A Terracina, la situazione emersa è in linea con i dati nazionali ma presenta anche specificità allarmanti. Sulla Spiaggia di Levante, campionata lo scorso 17 marzo, sono stati rilevati 1.280 rifiuti ogni 100 metri lineari, quasi il doppio rispetto al 2024. Tra questi, spiccano:
251 resti di fuochi d’artificio (19,6% del totale),
164 frammenti di plastica (12,8%),
164 mozziconi di sigaretta (12,8%),
74 tappi e coperchi (5,8%),
66 frammenti di carta (5,1%).
La massiccia presenza di residui pirotecnici – mai così alta – desta particolare preoccupazione, non solo per l’inquinamento ma anche per l’impatto su aree naturali protette, come il Parco dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, e su specie tutelate come il falco pellegrino. Oltre al disturbo acustico per la fauna, le vibrazioni possono compromettere la stabilità di falesie e monumenti naturali, tra cui il celebre Pisco Montano.
L’appello di Legambiente: “Serve più controllo”
“I dati raccolti confermano che le campagne collettive di pulizia restano fondamentali – afferma Legambiente Terracina –. Nonostante i divieti europei sulla plastica monouso, non si registrano diminuzioni significative: in alcuni casi si osservano addirittura peggioramenti. È necessaria maggiore sorveglianza e una verifica concreta sull’efficacia della normativa vigente.”



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