I lavoratori del Gruppo Orizzonte si trovano a subire paghe sotto i minimali previsti dal contratto nazionale, con un grave danno economico per le loro famiglie. Tutte le società del Gruppo applicano un contratto definito “pirata”, che comporta un abbassamento mensile di circa 300 euro rispetto al contratto nazionale maggiormente rappresentativo. Il contratto giusto, infatti, è quello sottoscritto dalle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, e dovrebbe essere applicato per garantire salari adeguati.
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“Questo fenomeno rappresenta un esempio negativo di lavoro povero, una triste testimonianza del sottosalario che affligge il settore commerciale nel Lazio, in particolare nel Pontino. I lavoratori e le lavoratrici del Gruppo Orizzonte, marchio storico della zona, perdono circa 7.000 euro all’anno a causa di un contratto inadeguato. A questo si aggiunge l’apertura di un nuovo megastore a Latina, recentemente autorizzato dopo il completamento delle procedure della Conferenza dei Servizi.” Afferma Cartisano, aggiunge che proprio durante questa assemblea, “La Uiltucs di Latina ha dichiarato a verbale che sarebbe opportuno applicare il contratto nazionale corretto e garantire una giusta retribuzione ai lavoratori che saranno impiegati nel nuovo centro commerciale.”
La Uiltucs Latina ha anche inviato una richiesta d’incontro all’Ispettorato Territoriale di Latina per affrontare la problematica del contratto “pirata”. L’incontro con l’Ispettorato è stato convocato per mercoledì 9 aprile. Durante la Commissione Ispettiva “affronteremo le anomalie riscontrate nelle buste paga dei lavoratori del Gruppo Orizzonte, evidenziando quanto i dipendenti stiano perdendo a causa di un contratto che non rispetta le normative nazionali”.
Cartisano ha sottolineato: “Ci chiediamo: perché questi lavoratori e lavoratrici devono essere trattati diversamente rispetto agli altri colleghi del settore? Perché non devono ricevere la 14ª mensilità, come avviene per tanti altri lavoratori nella provincia di Latina? Perché i diritti derivanti dal contratto nazionale non vengono riconosciuti, come accade per altri lavoratori del commercio? Questi sono i temi che affronteremo con l’Ispettorato, con l’obiettivo di migliorare le condizioni economiche e lavorative di questi dipendenti e, di conseguenza, delle loro famiglie. Se i lavoratori percepissero i 7.000 euro aggiuntivi previsti dal contratto giusto, le loro spese familiari potrebbero essere affrontate in maniera più serena.”
“Le lavoratrici e i lavoratori che rappresentiamo – continua – chiedono alle società del Gruppo di aprire un confronto sereno e costruttivo. Come categoria, abbiamo deciso che il dialogo e la concertazione presso gli enti preposti rimangono l’unico strumento per risolvere questa situazione. Tuttavia, purtroppo, come già accaduto in passato, abbiamo riscontrato mancanza di dialogo da parte di Orizzonte, anche in occasioni tragiche come la chiusura dei negozi a causa degli incendi, come accaduto recentemente a Terracina. In quei casi, non c’è stato alcun confronto con il sindacato per trovare soluzioni alternative o garantire la messa in sicurezza dei lavoratori. Anzi, si è verificato un atteggiamento di ostruzionismo e discriminazione nei confronti di coloro che chiedevano aiuto all’organizzazione sindacale Uiltucs di Latina.”
Cartisano ha dichiarato: “Oggi comprendiamo la motivazione dietro la mancanza di relazioni sindacali: quei lavoratori dei punti vendita colpiti dagli incendi non sono stati ricollocati perché non hanno accettato le condizioni imposte dal Gruppo Orizzonte, come i trasferimenti forzati e i licenziamenti. Parlarne e aprire un confronto con il sindacato sarebbe stato visto come un ostacolo, mentre avere negozi senza personale potrebbe essere considerato più vantaggioso in caso di cessione o affitto a nuovi soggetti commerciali.”
Concludendo, Cartisano ha affermato: “Dobbiamo rispondere a questi lavoratori. Il fenomeno del dumping contrattuale è sotto stretta osservazione da parte della nostra Segreteria Nazionale e Regionale, come già avviene nel settore del turismo. La nostra organizzazione tutelerà con ogni mezzo i lavoratori del Gruppo Orizzonte, affinché non rimangano sottopagati e vengano retribuiti come tutti gli altri lavoratori del commercio, che ricevono le giuste retribuzioni e il giusto salario. Al contrario, nei punti vendita a marchio Orizzonte, per guadagnare un salario, i lavoratori sono costretti a lavorare tra le 30 e le 40 ore in più ogni mese rispetto al parametro orario contrattuale.”


