La proposta di realizzare una funivia tra Ventotene e l’ex carcere borbonico di Santo Stefano continua a far discutere. Dopo il netto rifiuto del sindaco, che ha definito il progetto “campato in aria”, il Partito Democratico locale interviene nella polemica, puntando il dito contro l’amministrazione comunale per la gestione dei lavori di ristrutturazione e valorizzazione del carcere.
Il progetto e le tensioni istituzionali
L’intervento di restauro del carcere di Santo Stefano è finanziato con 70 milioni di euro, stanziati attraverso il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) siglato nel 2017 tra diverse amministrazioni, tra cui la Regione Lazio e il Comune di Ventotene, beneficiario diretto dell’operazione. Tuttavia, secondo il PD locale, il percorso di realizzazione dell’opera è stato ostacolato prima dalla Regione, che nel 2023 si è tirata indietro dalla futura Fondazione destinata a gestire il sito, e ora dal Comune.
“Nel 2022 è stato nominato un nuovo Commissario – spiegano i Dem – che sta concretizzando il progetto avviato in precedenza. Tra le soluzioni messe in campo, è stato previsto un lotto funzionale a Ventotene, sfruttando immobili di pubblica proprietà per superare le difficoltà di approdo e gestione delle attività sull’isolotto di Santo Stefano”.
Secondo il PD, inizialmente il Comune aveva espresso parere favorevole a questa scelta, ma successivamente ha cambiato posizione, contestando la titolarità dell’area individuata per il lotto funzionale e proponendo di spostarlo su un terreno privato denominato “Sciampagnone”.
La bocciatura della funivia e la reazione del PD
Il Partito Democratico locale critica duramente la scelta del sindaco di Ventotene di respingere l’idea della funivia, una soluzione che, nelle intenzioni del Commissario, dovrebbe migliorare il collegamento tra le due isole, superando le limitazioni degli approdi attuali.
“La decisione del Comune di ostacolare il progetto sembra più dettata da logiche politiche che da una reale volontà di sviluppo”, attaccano i Dem. “L’amministrazione prima accoglie con entusiasmo il progetto e poi lo ostacola, rifiutando soluzioni innovative come la funivia”.
Il dibattito resta aperto, con la ristrutturazione dell’ex carcere che continua a essere al centro di scontri istituzionali e divisioni politiche.


