La mozione di annullamento della gara rifiuti da 93 milioni di euro per 9 anni, presentata dal consigliere Gabriele Subiaco di Europa Verde Terracina, ha scatenato il caos in Consiglio comunale, provocando spaccature all’interno della maggioranza. Per evitare il confronto e un possibile voto contrario, l’amministrazione Giannetti ha scelto la via estrema: far mancare il numero legale, facendo così saltare la seduta.
La mozione, depositata quasi tre mesi fa e sostenuta compatta dalla minoranza, aveva trovato aperture anche in alcuni consiglieri della maggioranza, disposti a votarla o ad astenersi, riconoscendo la validità delle obiezioni sollevate da Subiaco. Un tema centrale per la città, considerato che si tratta dell’appalto più rilevante in termini economici e con un impatto diretto sulla qualità della vita dei cittadini.
Di fronte a questa situazione, la strategia della maggioranza è stata chiara: evitare il voto. “Dopo la figuraccia dello scorso Consiglio Comunale, durato 15 ore per votare i miei 36 emendamenti, e dopo il mancato spazio di discussione su DUP e Bilancio, oggi abbiamo assistito a un’altra scena penosa” ha dichiarato Subiaco. “Prima della discussione sulla mozione, la maggioranza ha convocato una conferenza dei capigruppo per chiedermi di ritirarla, promettendo una futura valutazione. Ma dopo tre mesi di silenzio, ho rifiutato, ritenendo l’impegno privo di credibilità. A quel punto, l’unica via d’uscita per loro è stata far saltare il numero legale, rinviando il Consiglio“.
L’episodio rappresenta un’altra pagina nera per la politica e l’amministrazione di Terracina. “Non c’è alcun rispetto verso i cittadini e verso il Consiglio comunale” ha concluso Subiaco. “Chiediamo al Sindaco, alla Giunta e alla maggioranza una riflessione profonda sul loro operato per il bene della città“.
La mozione dovrà ora essere ridiscussa in una nuova seduta consiliare, ma l’episodio segna un evidente nervosismo nella maggioranza, che si trova sempre più in difficoltà nel gestire le tensioni interne e le richieste di trasparenza avanzate dalle opposizioni.


