Potenziare i servizi di neuropsichiatria infantile sul territorio reclutando nuovo personale al fine di
soddisfare la crescente domanda di assistenza, in particolare delle persone con disturbi dello spettro
autistico. A chiederlo, con una mozione già depositata, è il consigliere regionale del Partito
democratico, Salvatore La Penna.
Un atto che è quasi un grido di allarme: «La Regione Lazio – spiega La Penna – da anni lavora,
attraverso i servizi di TSMREE delle aziende sanitarie locali, a un piano di interventi per migliorare la
capacità di risposta del sistema sanitario e garantire un’assistenza adeguata. Tuttavia, i provvedimenti
emanati non bastano a fronte di criticità persistenti che compromettono la qualità e l’accessibilità dei
servizi: liste d’attesa sempre più lunghe e carenza strutturale di personale, soprattutto nelle province e
aree periferiche, dove non si riesce a coprire il fabbisogno al netto di una richiesta di presa in carico
in costante aumento».
La stima del Ministero della Salute è di 4mila nuovi casi di autismo all’anno in Italia. Nel Lazio,
secondo l’ultimo censimento pubblicato sul sito “Osservatorio Nazionale Autismo”, si contano 118
centri per la cura delle persone con disturbo dello spettro autistico, metà dei quali operano
nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale, l’altra metà in regime privato. «Le famiglie con figli
affetti da disturbo dello spettro autistico incontrano difficoltà legate all’accesso ai servizi regionali,
tanto che la disponibilità limitata di terapie gratuite
– sottolinea il consigliere – le costringe a rivolgersi
a servizi privati con un conseguente e significativo impegno economico».
«La rete sul territorio va potenziata per consentire la diagnosi precoce del disturbo, l’efficacia e la
continuità del piano riabilitativo e anche per colmare le disparità geografiche in termini di accesso tra
le diverse province del Lazio. La provincia di Latina, ad esempio, ha bisogno di un incremento tanto
di figure professionali dedicate quanto del budget destinato all’erogazione dei servizi complementari
convenzionati con il sistema sanitario».
«Il tema ha un costo sociale molto elevato, per questo alla giunta Rocca – conclude La Penna – chiediamo un intervento concreto che sia di supporto alle famiglie alle prese con questa complessa
patologia, maggiori risorse per finanziare le prestazioni sanitarie nei diversi regimi assistenziali,
nonché di evidenziare in Conferenza Stato Regioni la necessità di aumentare i fondi che il Ministero
eroga alle regioni per iniziative e progetti di carattere socio-assistenziale e abilitativo per le persone affette da disturbo dello spettro autistico»


