“La Uila Uil di Latina valuta positivamente le attività ispettive messe in atto dalla Guardia di Finanza in 8 aziende agricole con 103 impiegati nei comuni di Sabaudia e Terracina, secondo quanto riportato dagli organi di stampa. Apprezziamo inoltre, soprattutto alla luce della grande importanza del settore agricolo della provincia, l’impegno profuso per individuare e sanzionare le aziende che utilizzano la manodopera irregolarmente, spesso rasentando il reato di sfruttamento dei lavoratori in stato di bisogno. Un aspetto che ci preme evidenziare, sempre secondo quanto riportato dalla stampa, è la particolare attenzione riservata dalla Guardia di Finanza alla verifica del rispetto dei diritti dei lavoratori sul versante della sicurezza sul lavoro e delle retribuzioni stabilite dalla Contrattazione collettiva definita tra le rappresentanze sindacali e datoriali maggiormente rappresentative”. Dichiara così in un comunicato Giorgio Carra, Segretario Uila Uil Latina.
“Elementi dai quali sembra emergere, con chiarezza, la volontà della Guardia di Finanza, non solo di sanzionare efficacemente i datori di lavoro ma di individuare fino in fondo le differenze retributive derivanti dalla mancata o incompleta applicazione delle retribuzioni contrattuali al fine di risarcire i lavoratori sfruttati e sottopagati. La Uila Uil di Latina si si rende a tal proposito disponibile a condividere ogni informazione utile al fine di individuare quello che da tempo continuiamo a segnalare come “furto salariale” e per assicurare ai lavoratori l’effettivo risarcimento delle retribuzioni spettanti. L’attenzione verso le ricadute a favore dei lavoratori coinvolti resta per noi una delle priorità assolute per cercare di recuperare un rapporto di fiducia tra i lavoratori agricoli e il sistema istituzionale e di vigilanza che, ai fine della lotta allo sfruttamento e al caporalato, è essenziale per superare quel muro di diffidenza ormai consolidato che, finora, ha escluso ogni possibilità di collaborazione con i lavoratori sfruttati”. Continua così nel comunicato il Segretario Uila Uil Latina.
“Oltre alle 50 “irregolarità” rilevate sui 103 lavoratori verificati, rispetto ai quali ci auguriamo di poter ottenere un effettivo recupero del furto salariale, leggiamo che sarebbero stati individuati 6 lavoratori senza permesso di soggiorno, cioè nelle stesse condizioni di Satnam Sing prima di morire. Si tratta delle stesse condizioni in cui vengono utilizzati altri lavoratori operanti sempre nella zona nord della Provincia dove risulta più intenso il loro utilizzo poiché, senza permesso evitano all’azienda il pagamento degli oneri sociali. Gli unici comuni a tariffazione piena, rispetto al resto della Provincia, sono Aprilia, Cisterna e di Latina e Latina”. Afferma così Giorgio Carra.
“Su questa questione, le informazioni di stampa risultano essere molto meno definite e, con ogni probabilità, per i 6 lavoratori individuati senza permesso di soggiorno, verrà rilasciato un foglio di via senza alcuna possibilità di poter usufruire dei “permessi speciali” previsti dal Testo Unico sull’Immigrazione agli articoli 18 e 22 che, oltre a consentire la loro permanenza in maniera legale sul nostro territorio, gli precluderebbe la possibilità di recuperare contributi previdenziali e salario non erogati da parte del datore di lavoro. Sembra strano che in una provincia come quella di Latina, al centro di tutto il dibattito nazionale sullo sfruttamento in agricoltura, l’istituto dei permessi speciali previsto dalla legislazione vigente sia praticamente inutilizzato, quando invece potrebbe avere un ruolo fondamentale nell’emersione del lavoro nero in attesa che vengano assunte, le tanto auspicate decisioni per affrontare il problema del reinserimento dei lavoratori extra-comunitari magari venuti regolarmente tramite i flussi stagionali senza che abbiano avuto la possibilità convertire stabilmente il loro permesso di soggiorno”. Conclude così Giorgio Carra, Segretario Uila Uil Latina.


