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MUSICA | 60° Festival Pontino: il 28 luglio il concerto “Suona con i Maestri” e il 29 luglio i giovani talenti

Ultimo aggiornamento: 25 Luglio 2024 17:02
Redazione Pubblicato 25 Luglio 2024
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Roma, 28 01 2019 Ritratto di Andrea Lucchesini ©Musacchio, Ianniello e Pasqualini
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Domenica 28 luglio (ore 21) un concerto speciale quello del Festival Pontino di Musica che alle scuderie del Castello Caetani di Sermoneta presenta “Suona con i Maestri”. Insieme al concerto di lunedì 29 luglio “Giovani artisti dal mondo” (ore 21), protagonisti gli allievi della classe di pianoforte di Andrea Lucchesini, si chiude così l’edizione n. 60 del Festival.

Quella del 28 luglio sarà una serata che affianca a tre importanti e affermati interpreti italiani, anche docenti dei Corsi di perfezionamento di Sermoneta, ovvero il pianista Andrea Lucchesini, il violinista Marco Rizzi e il violoncellista Giovanni Gnocchi, sei giovani musicisti provenienti dai loro corsi, che si sono particolarmente distinti per bravura e maturità interpretativa: sono le violiniste Giulia Cellacchi e Letizia Gullino, i violoncellisti Hannah Hoppmann e Luigi Di Cristofaro e al pianoforte Antonio Cicala e Laura Licinio.

L’idea di “Suona con i Maestri” è nata dalla disponibilità dei tre grandi artisti di condividere il palcoscenico e la loro esperienza di concertisti di fama internazionale con giovani musicisti. Ognuno dei docenti suonerà con gli allievi dei corsi degli altri due insegnanti, in un incontro proficuo e stimolante. Il nuovo progetto si aggiunge dunque al lungo elenco di iniziative ideate, organizzate e realizzate dal Campus Internazionale di Musica di Latina in oltre cinquant’anni, per favorire il perfezionamento della formazione musicale di giovani artisti, italiani e stranieri, e il loro inserimento nel circuito concertistico professionale. Una passione per i giovani iniziata da subito, che ha accompagnato l’intera vita del Campus, sperimentando nuovi approcci e progettualità per rispondere alle aspettative delle generazioni di musicisti che si sono avvicendate su un mondo dai mutamenti sempre più veloci e dai confini via via più larghi. Il progetto è stato aperto a giovani under35 italiani e stranieri, selezionati attraverso un esame di ammissione.

Maestri e allievi si alternano dunque sul palco nell’esecuzione di quattro Trii con pianoforte che ripercorrono l’arco musicale dell’Ottocento. Il concerto si apre con Fantasiestücke op. 88 di Robert Schumann, quattro pezzi composti nel dicembre 1842 (Romance, Humoresque, Duett e Finale) che rappresentano perfettamente la doppia anima, elegiaca e dionisiaca, della scrittura romantica di Schumann.

Lavoro giovanile del 1892 di Sergej Rachmaninov, appena diciannovenne, il Trio élégiaque n. 1 in sol minorerimase inedito fino al 1947, quattro anni dopo la morte dell’autore: in un unico movimento, il Trio ripropone in più variazioni il tema ‘elegiaco’, che viene esposto passando fra uno strumento e l’altro, con una particolare attenzione verso il pianoforte. A questo il compositore russo riserva una scrittura virtuosistica, prova della sua abilità a coprire un ampio spettro di sonorità diverse.

Il concerto prosegue con il Trio n. 4 in do maggiore “Lovisa” del finlandese Jean Sibelius, quarto e ultimo dei suoi Trii con pianoforte composto nel 1888, a ventitré anni, dalla scrittura romantica e di grande inventiva tematica.

Chiude il programma il Trio in do maggiore op. 87 di Johannes Brahms, composto fra il 1880 e il 1882, capolavoro di musica da camera, splendido esempio di maestria compositiva fra solida struttura formale e interessanti spunti tematici.

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