Il racconto che emerge dalle aule del tribunale è davvero agghiacciante. I media, riportano le parole toccanti di un’agente della Squadra Mobile che fu tra i primi a entrare in un’abitazione nel casolare di via Chiana, ad Aprilia, dove furono rinvenuti due bambini, di 5 e 7 anni, in condizioni inaccettabili.
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«Quando abbiamo visto i bambini – racconta l’agente – abbiamo cercato di comunicare con loro, ma non sapevano parlare e si esprimevano solo attraverso gesti. La loro pelle era coperta da una peluria inquietante, ed era la prima volta che vedevamo qualcosa di simile. Presentavano numerose ferite e cicatrici, alcune sembravano essere state provocate da sigarette spente su di loro, o magari da morsi di ratti». Sulla scena giunse poco dopo la madre, Jessika H., una giovane di 26 anni, sorprendentemente trovata intenta a fuggire verso la Francia, dopo aver abbandonato i suoi figli in quell’ambiente degradato. Al momento del soccorso, i bambini mostravano un evidente gonfiore addominale e avevano braccia e gambe incredibilmente esili, come rami secchi. Nonostante le temperature fossero quasi estive, avevano freddo.
Il medico legale, professor Luigi Cipolloni, ha fornito un quadro clinico allarmante: il più piccolo rimarrà cieco per sempre, mentre l’altro presenta una deformazione all’omero che non potrà essere corretta. La procura ha accusato la donna di 14 mesi di maltrattamenti e sevizie che sono inammissibili per una madre. I bambini sarebbero stati picchiati e privati di cibo al punto da arrivare a mangiare terra. La donna, dopo aver deciso di trasferirsi con il suo compagno e alcuni familiari all’inizio del 2022, ha visto i suoi figli “diventare un problema”, portandola a perdere la pazienza e a utilizzare metodi estremamente violenti, come il lanciare loro acqua bollente. Sulla loro pelle si notano segni evidenti di abusi: venivano usate le sigarette spente per punirli.
Quasi due anni e mezzo di questa vita atroce, che ha portato i bambini a non mostrare significativi sviluppi cognitivi. Emarginati e trascurati, non ricevevano attenzione né comunicazione da parte di chi li circondava, riducendo la loro capacità di interazione. In questa situazione insostenibile, la madre li ha abbandonati a se stessi. Le accuse avanzate dalla Procura sono chiare e pesanti: la responsabilità delle condizioni disumane in cui versano i piccoli è da attribuire alla madre. Tuttavia, la difesa presenta una posizione opposta, sostenendo che l’arresto è avvenuto mentre la donna cercava di scappare in Francia, dove sembra avesse altri figli. L’avvocato Antonio Gugliotta difende la sua assistita, affermando che essa e i suoi figli sono stati vittime dei maltrattamenti del compagno: «La mia assistita ha denunciato il suo compagno numerose volte, ma nessuno ha preso provvedimenti».




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