Una pioggia di applausi, una standing ovation e Giorgio Parisi. Si è conclusa così la nona edizione Lievito, la rassegna cultura che ha preso il via il 25 aprile e che stasera, in gran finale, ha portato al D’Annunzio di Latina il premio Nobel per la Fisica nel 2021. Un’ora e mezza di dialogo tra le domande e i contenuti proposti dal dottor Gianni Morelli, moderatore dell’incontro, attraverso il quale è stato possibile non solo conoscere l’uomo dietro il fisico ma anche toccare un’ampia varietà di tematiche a partire proprio da quella complessità tanto cara a Parisi da fargli vincere il Nobel.
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Come ha infatti spiegato il professore, ci sono cose complicate e cose complesse. Con lucidità e sagacia, Parisi ha affrontato tematiche importanti come l’istruzione e la difficoltà di portare avanti la ricerca in Italia, l’esiguità dei fondi messi a disposizione e “l’emorragia dei cervelli” che sta subendo la nostra nazione. Porta avanti una missione Parisi che è quella di creare sempre meno attrito tra società e scienza: “È qualcosa che gli scienziati dovrebbero assumere come compito, di affermare la scienza tra la gente” ha dichiarato il premio Nobel nel corso della sua chiacchierata.
Un commento anche sulla pandemia, con gli interventi degli scienziati in televisione e la gestione della crisi, ma anche su temi come il nucleare e la situazione del sistema sanitario nazionale portando avanti un discorso il cui fil rouge è sempre stata la complessità del rapporto tra scienza e società.
A conclusione del dialogo le domande del pubblico, una scena tratta dal film “La vita è meravigliosa” e la lezione che Parisi ha voluto lasciare alla città di Latina: “Questo film mi ha fatto riflettere e mi sono chiesto “Se non fossi nato cosa sarebbe ora diverso nel mondo?”, domanda che ha gettato tra il pubblico l’amo di una nuova consapevolezza: ognuno di noi è importante per la storia di vita di qualcuno.






