“Vi ricordate che fino a qualche giorno fa Largo delle Rose era ancora area di cantiere, con tanto di cartello e area recintata, anche se da un anno i lavori erano fermi e la piazza fosse accessibile a tutti? Vi ricordate che a settembre l’assessore disse che per continuare i lavori e terminarli erano necessari altri 50.000 € perché i 360.000 € stanziati non erano bastati? Vi ricordate la recinzione rimasta nella piazza, lato via degli Aranci, fino a due giorni fa? Vi ricordate i tubi di plastica rigidi che sporgevano dal terreno ed uno in particolare che terminava sospeso sopra ad una panchina ad altezza testa?“. Dichiara così in una nota Andrea Ragusa in riferimento al cantiere presso Largo delle Rose.
“Vi ricordate i numerosi secchi neri pieni di massi, terra e radici delimitati con il nastro bianco e rosso, nastro antibivacco per l’assessore, anche se poi viste le bottiglie tra i secchi forse qualcuno a bivaccare ci andava, ma essendo la nuova piazza priva di cestini buttava le bottiglie e le lattine tra i secchi di cantiere. Vi ricordate il cartello di cantiere affisso alla rete che riportava come sindaco, Terra, e come assessore Moroni? Non ve lo ricordate? Eppure, quel cartello era così grottesco da non passare inosservato”. Continua così Andrea Ragusa.
“Su di esso, oltre a comparire come rappresentanti dell’amministrazione un sindaco ed un assessore, mai coesistiti in quelle cariche, c’era una profonda incongruenza con le date che indicavano l’inizio dei lavori 8 mesi prima dell’aggiudicazione dell’appalto, e quasi un anno prima del contratto, e sarebbero dovuti comunque terminare 231 giorni fa. Ebbene, tutto questo è finalmente sparito, come per magia, due giorni fa, e la piazza è tornata completamente disponibile ai cittadini; chissà, forse conseguentemente ad un controllo richiesto alle competenti istituzioni dal sottoscritto il giorno 4 aprile. Certo, se così fosse, l’assessorato poteva adoperarsi prima a restituire la piazza i cittadini, senza aspettare che proprio un cittadino facesse notare delle criticità che i tecnici di settore e l’assessorato avrebbero dovuto conoscere e sanare”. Conclude così nella nota Andrea Ragusa.



