“La direttiva approvata oggi dal Parlamento Europeo nella plenaria di Strasburgo relativa alla “case green”, anche se migliorata, presenta gravi criticità che come Lega Gruppo ID ci hanno obbligato ad esprimere voto contrario”.
Lo afferma il parlamentare europeo della Lega Gruppo ID Matteo Adinolfi.
“Il nostro voto non è un rifiuto ai principi di sostenibilità e tutela dell’ambiente, ma riflette una profonda preoccupazione per la fattibilità e l’impatto pratico della direttiva così come concepita. Nonostante i significativi miglioramenti ottenuti attraverso intensi negoziati, con l’introduzione di vincoli più morbidi rispetto alle rigorose richieste iniziali della Commissione Europea, rimaniamo convinti che la nuova normativa ponga ancora sfide considerevoli, per non dire impraticabili, per i governi nazionali.
La direttiva stabilisce obiettivi ambiziosi per il raggiungimento di un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050, richiedendo che tutti i nuovi edifici residenziali e pubblici siano costruiti per essere a emissioni zero rispettivamente entro il 2030 e il 2028. Sebbene riconosciamo l’importanza di queste iniziative per combattere il cambiamento climatico, è fondamentale sottolineare l’assenza di un supporto finanziario diretto dell’Unione Europea per affrontare tali trasformazioni. La mancanza di fondi europei specifici per sostenere lo sforzo di rinnovamento rappresenta una grave lacuna, che rischia di lasciare l’intero onere economico sui governi nazionali e, inevitabilmente, sui cittadini. Dispiace vedere un’Europa che impone simili regole e poi si dimentica di offrire un supporto concreto agli Stati e ai cittadini che rappresenta.
Questo approccio, senza un sostegno finanziario concreto, solleva preoccupazioni riguardo alla sua attuabilità e agli impatti economici non solo sui singoli bilanci statali, ma sulle comunità che rappresentiamo.
La Lega Gruppo ID, coerentemente con la sua visione di un’Europa che sostiene i suoi cittadini e le loro esigenze, non può appoggiare una direttiva che, pur avendo fini condivisibili, rischia di imporre oneri insostenibili per le casse di ogni Stato e per i portafogli dei contribuenti.
Continueremo a lavorare e a batterci per soluzioni equilibrate che promuovano la transizione ecologica in modo realistico e finanziariamente sostenibile, al contrario di quanto hanno fatto oggi altri partiti che hanno appoggiato una direttiva che rischia di essere un massacro per le nostre comunità”.


