Domani 7 marzo 2024 si svolgerà un consiglio comunale convocato dai consiglieri di opposizione per discutere del progetto di riperimetrazione dell’isola pedonale.
Pietro Ponsillo e Enrica Rossetto, portavoce del Comitato Latina Possibile, invitano tutti i cittadini di Latina a partecipare all’incontro “Quale isola pedonale?” al MUG di Latina alle ore 18,15 organizzato dall’associazione “Per Latina 2032” a cui parteciperanno il consigliere comunale Nazzareno Ranaldi e la Presidente della sezione locale di Italia Nostra, Architetta Maria Teresa Accatino.
Il Comitato Latina Possibile è contrario alla riduzione della superficie dell’isola pedonale e la riapertura al traffico di Piazza del Popolo lato Intendenza di Finanza.
La riapertura di Piazza del Popolo riporta la città indietro di 20 anni e il balletto “sì, no isola pedonale” vanno contro l’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e il rapporto di Legambiente presentato il 28 febbraio ne è lo specchio fedele.
Il riassetto dell’Isola pedonale impedisce la trasformazione definitiva dello spazio urbano per renderlo a misura di pedone, una trasformazione che, dovunque sia stata implementata, ha generato valore aggiunto per gli esercizi commerciali, a dispetto delle dichiarazioni degli esercenti locali.
A Latina non ci sono progressi nei KM di percorsi ciclabili, nonostante la conformazione del territorio si presti fortemente ad uno sviluppo della mobilità su due ruote. Sono, inoltre, pochissime le strade “30 all’ora” che sono indispensabili per incentivare la mobilità ciclopedonale e per ridurre la gravità degli incidenti stradali.
Pensiamo che sia necessario aumentare il perimetro dell’Isola Pedonale del centro storico ad esempio allargandola lato Piazza San Marco fino a palazzo M, creare in tutti i borghi ZTL o isole pedonali per incentivare la mobilità ciclopedonale. E’ necessario inoltre, e la vastità del territorio del comune e la frammentazione della popolazione in tanti borghi non aiuta, creare una vasta e capillare rete di trasporto pubblico locale che serva anche le varie zone industriali in modo da collegarle in maniera efficiente alla stazione. E’ auspicabile anche una riorganizzazione del mondo del lavoro che preveda, per tutti i profili che possono usufruirne, un’adozione massiccia dello smart working che permette da un lato di conciliare meglio la vita lavorativa con quella privata e dall’altro un consistente abbattimento delle emissioni climalteranti.
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