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Mondoreale > Blog > Attualità > REGIONE, privatizzazione delle Poste Italiane: i sindacati non ci stanno
Attualità

REGIONE, privatizzazione delle Poste Italiane: i sindacati non ci stanno

Ultimo aggiornamento: 2 Febbraio 2024 11:43
Redazione Pubblicato 2 Febbraio 2024
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Una nota congiunta Slp Cisl Lazio -Federazione Lavoratori Poste vede Luciano Notarianni, segretario regionale, ed Enrico Coppotelli, Segretario Confederale Cisl Lazio, esprimere tutta la loro preoccupazione per la vendita di un’ulteriore quota del pacchetto azionario di Poste Italiane, come dichiarato recentemente dal Governo. I due ricordano come l’attuale assetto societario del Gruppo Poste Italiane prevede quasi il 65% della proprietà in mano pubblica, suddiviso tra le quote societarie in capo al Mef e le restanti in possesso di Cassa Depositi e Prestiti.

La loro posizione è determinata dal fatto che la vendita di un’ulteriore quota del pacchetto azionario determinerebbe una significativa riduzione del controllo pubblico e una maggiore esposizione dell’azienda a interessi privati. La privatizzazione delle Poste Italiane si configura, per Coppotelli e Notarianni, come una svendita speculativa che farebbe incassare al Governo poco più di 3 miliardi di euro da collocare in un vasto debito pubblico italiano. Cgil e Slc Cgil di Roma e del Lazio condannano l’ipotesi privatizzazione annunciando mobilitazioni in tutta la regione, dato che con il passaggio da una maggioranza pubblica ad una maggioranza privata verrebbe meno il ruolo sociale della grande azienda Poste Italiane, avente 120mila dipendenti di cui 16mila nel Lazio.

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