“Una città unica in senso stretto, anche in quello urbanistico. Dobbiamo tenere questo tenore di rapporti tra noi superando anche tutta una serie di atteggiamenti, incomprensioni. Questa è la città e deve mostrare la forza di stare unita”. Sono le parole di Massimo Rosolini mentre descrive le architetture di Latina davanti una sala De Pasquale ricolma di persone. A lui è stato affidata la direzione del tavolo Architettura del 900, uno dei tre asset sui quali si compone il dossier che mette in lizza la città di Latina a Capitale Italiana della Cultura 2026.
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La presentazione di una candidatura ampiamente dibattuta dall’opinione pubblica che si è tenuta ieri davanti a un folto pubblico nel Comune di Latina. Davanti a loro Rosolini ha illustrato la singolarità della città, col ricordo di Pennacchi da una parte e l’esaltazione delle eccellenze che la abitano dell’altra.
Massimo Marini, responsabile del tavolo Sviluppo Sostenibile, parla di questa opportunità come un primo inizio, tranquillamente paragonabile alla bonifica o all’avvio di tutte quelle attività agricole, economiche e industriali che oggi caratterizzano Latina. “Questo concetto di prima volta – afferma- ci ha affascinato perché è una caratteristica connotazione che porta con sé la necessità da una parte di valutare gli errori che si commettono per una naturale immaturità rispetto agli eventi ma anche di essere uniti in una piattaforma orizzontale. Tutte queste prime volte costituiscono il nostro patrimonio che oggi noi riteniamo sia una ricchezza”.
E infine Emilio Andreoli, voce narrante della nostra comunità che di Latina ha raccontato ben oltre 200 personalità. A lui è stato affidato il tavolo Modelli Sociali. Nel suo discorso parla delle prime comunità che abitavano queste terre, della successiva fondazione, delle donne. “Mi sono seduto al tavolo e ho scritto quello che so di questa città, della quale racconto la storia da ormai tre anni a questa parte”.
In questo modo, quindi, sono stati presentati i tre asset che dovranno vestire Latina per la candidatura con la quale la città spera di stupire il Ministero della Cultura e conquistare l’ambito titolo.




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