ARTE, il grido di Rasta Safari con “La spina nella gola”

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Domenica 21 maggio  si è svolto il vernissage della mostra personale dell’artista iraniana Rasta Safari, La Spina nella Gola. Una grande presenza di pubblico per un evento che ha unito diverse anime, dal mondo culturale e artistico all’ associazionismo. La mostra, promossa dalla Rete di Donne di Fede in Dialogo di Religions for Peace, e supportata da CSV Lazio Casa del Municipio Roma I Centro, nasce con lo scopo di tenere viva l’ attenzione sui gravissimi avvenimenti in Iran, dove è in atto una violenta repressione da parte delle autorità civili e religiose del Paese in seguito alle proteste dopo la morte il 16 settembre 2022 di Mahsa Amini per mano della polizia morale, per il solo fatto di non indossare correttamente l’hijab. La mostra ha inoltre lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione delle donne che nel mondo sono costrette a vivere in sistemi patriarcali e autoritari, private dei diritti civili attraverso l’uso politico e il controllo del corpo femminile.  L’iniziativa si pone in difesa del valore fondamentale della libertà di religione, di coscienza, di pensiero e affinché l’ essenza delle religioni non venga distorta ed estremizzata fino a farla diventare oppressione. Scrive Domenica Giaco, curatrice della mostra: “nelle opere di Rasta Safari protagonista è il corpo. Il corpo sottoposto a controllo a cui è negata l’ esistenza, e la voce. E’ nella gola, dove si fermano le parole, che si crea la ‘ferita’, laddove negata è la voce. Nelle opere di Rasta, corpi come grumi rappresi, tratti incisori, come ferite, trascrizioni di traumi, lividi, ematomi. Corpi cristici. Il Canvas come sudario che ha avvolto il corpo, come garza medicale intrisa di essudato, di sangue che nel tempo trascolora. Il sangue come emanazione della propria essenza/esistenza. In un’attesa di rinascita, resurrezione.” Il titolo della mostra ha sollecitato un collegamento con la simbologia induista del quinto chakra, illustrata da Lilamaya Devi dell’Unione induista italiana, con il rimando all’elemento ‘akasha’, spazio o vuoto, entro il quale si trasmette il suono e la parola purtroppo ostacolata e ferita delle donne iraniane: la comunicazione e la realizzazione di sé vengono così bloccate. Rasta Safari coglie la drammaticità e la sacralità di corpi che anelano a liberarsi dal velo che li ricopre, elevandosi come il profumo della rosa, simbolo di empatia e di amore oltre la sofferenza inflitta dalla spina. Pregevole l’interpretazione dell’attrice Teresa Vigilante della poesia che prende titolo dalla mostra. Una ricca degustazione di vini offerti dalla nota azienda Casale del Giglio ha dato alla serata una nota piacevole di cordialità. La mostra, presso CSV Lazio Casa del Municipio Roma I Centro, è visitabile fino al 31 maggio, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle 18:00, esclusi il 25 maggio e il 26 solo la mattina. Oppure visitabile su appuntamento, telefonando al numero 3663233853.

 

Antonella Rizzo

Antonella Rizzo è  poeta, scrittrice, giornalista, performer; è stata tradotta in albanese, arabo, inglese, polacco. È organizzatrice di eventi culturali di carattere nazionale e internazionale, cortometraggi, pièces teatrali, in collaborazione con artisti visivi e musicisti. È ideatrice e responsabile del Premio letterario Antica Pyrgos. Collabora con Mondo Reale dal 2017.

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