Sono trascorsi cinque giorni dall’assemblea pubblica del sindaco Piccaro e nessuna delle opposizioni compie atti formali per verificare la tenuta della maggioranza. Si sa, con beneficio del dubbio, di ovvie trattative a tutti i livelli, si vocifera e si spera della possibilità dell’appello in Consiglio di Stato, ma resta solo una voce. La Restaini (Forza Italia), Fusco (Lega) e Tullio (Partito Democratico), potrebbero chiedere la convocazione del consiglio con urgenza, quanto meno per fare chiarezza, nella dovuta sede e nell’ufficialità che sarebbe consona ad un Sindaco che torna in carica.
Ma tutti tacciono, tutti attendono. Forse perché in fondo a questa classe dirigente conviene mantenere il paese nel limbo fino al 2024. Prima della riammissione del primo cittadino, vi erano elezioni all’orizzonte. Ed è evidente che il Pd non ha ancora avuto la forza e il coraggio per individuare il prossimo candidato sindaco né la squadra di governo. Come al solito le correnti logorano l’unità e la forza dell’unico soggetto che potrebbe rappresentare l’alternativa allo status quo.
La Lega è spaccata tra la figura di Orsini, fedele a Nancy Piccaro, e Fusco che era passato all’opposizione. Lubiana Restaini era l’unica certa della sua candidatura, nel centrodestra sembrerebbe, che a questo punto resterebbe spaccato. Ma neppure lei ha avviato atti formali affinché si stacchi la spina a questa amministrazione in agonia. Ad oggi, l’ipotesi più verosimile è che l’attuale sindaco rimarrà al suo posto fino a naturale scadenza, probabilmente col sostegno di quelli che maschereranno l’incapacità di reagire con la responsabilità di governare.
Agnese Ciotti




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