APRILIA, stadio in zona 167: il comune non impugna la convenzione con il privato perché manca ancora un parere legale

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Nel redigere il PINQuA, il Comune di Aprilia ha previsto alcuni interventi pesanti, tra cui trasferire lo stadio Quinto Ricci (che sorge su un’area pubblica) in zona 167 su un terreno di proprietà pubblica, ma il cui diritto di superficie è della società AVR Consult, che qualche anno fa lo ottenne per realizzare impianti sportivi (in parte anche ad uso di scolaresche) e per sistemare/ultimare strade e impianti sportivi di via Spagna. Lavori previsti, ma mai realizzati e, sembrerebbe, senza l’escussione della polizza fidejussoria a garanzia dell’accordo. Malgrado ciò, il Comune stabiliva di trasferire lo stadio in zona 167 (sui terreni concessi in diritto di superficie alla AVR Consult) prevedendo l’indennizzo per la stessa AVR Consult, ovvero la concessione edilizia per realizzare quattro palazzine di quattro piani al posto dell’attuale Quinto Ricci. Da marzo scorso, però, il Comune starebbe valutando la possibilità di rientrare in possesso del terreno concesso in zona 167, impugnando la convenzione (che non sarebbe stata rispettata dal privato) per vederne riconosciuta la nullità; per cui il 5 maggio, con determina dirigenziale, è stato chiesto un parere legale urgente ad un avvocato esterno, al costo di 7.300 €, in quanto l’avvocatura era oberata di lavoro e carente di personale. Sono trascorsi oltre 90 giorni eppure, questo parere non è stato prodotto.
Quindi, dopo aver redatto ed approvato un piano (PINQuA) che concede ad un privato la possibilità di sfruttare un diritto di superficie su un’area diversa (quella su cui attualmente c’è il Quinto Ricci) allo scopo di realizzarvi delle palazzine, ora il Comune di Aprilia sembrerebbe intenzionato a riavere indietro quel terreno, perché si sarebbe accorto (non spontaneamente) che il privato non avrebbe rispettato la convenzione relativa alla realizzazione di impianti sportivi nel quartiere 167, ma, anziché correre a riappropriasi di un diritto, nicchia trincerandosi dietro al ritardo di oltre 90 giorni dell’avvocato, che avrebbe dovuto produrre un parere legale sulla convenzione.

Abbiamo letto nella Determina Dirigenziale dell’arch. P. Terribili del 5 maggio 2022 (Registro generale n. 494) che il Comune avrebbe dovuto dotarsi di un parere legale “necessario” a valutare “la validità e l’efficacia della Convenzione AVR, per permettere all’Ente di adottare le determinazioni più appropriate e congruenti rispetto alla situazione in essere, in particolare di valutare l’opportunità di dar seguito alla stessa Convenzione ovvero di annullarla e/o modificarne i termini, approvando una nuova progettualità più vantaggiosa e rispondente alle esigenze nel frattempo intercorse per l’Ente comunale”. L’esigenza di un parere legale però era già stata formalizzata il 29 marzo nella richiesta fatta al Servizio Avvocatura del Comune di Aprilia che, a causa del notevole carico di lavoro gravante sull’Ufficio, nonché l’oggettiva carenza di personale, chiedeva al Dirigente del IV Settore di procedere all’acquisizione del parere legale mediante ricorso ad Avvocato esterno all’Ente. L’indomani, cioè il 30 marzo, l’avvocato Naccarato dava la sua disponibilità eppure, malgrado “l’acquisizione del parere legale è necessaria al fine dell’approvazione delle ulteriori determinazioni appropriate per dar seguito alla situazione in essere, al fine di garantire la massima tutela agli interessi dell’Ente”, l’incarico gli veniva affidato solo il 5 maggio.

Il 30/03/2022 veniva richiesta all’Avv.Giuseppe Naccarato la disponibilità a redigere un parere legale per le finalità sopra descritte, da acquisire con estrema urgenza, nel termine massimo di 6 giorni lavorativi dalla pubblicazione della relativa determinazione di incarico: da queste poche date comprendiamo che tanta urgenza sull’argomento non c’è mai stata. Considerato che dalla disponibilità del legale (30 marzo) al conferimento dell’incarico (5 maggio) erano già trascorsi 35 giorni, e che dal conferimento dell’incarico alla consegna del parere il Comune chiedeva tassativamente il termine di 6 giorni, il 17 giugno abbiamo chiesto – tenendo conto dell’enorme mole di lavoro che attanaglia l’assessorato all’urbanistica – di conoscere finalmente il parere dell’avvocato Naccarato.

Nella risposta del Comune di Aprilia – arrivata solo il 9 agosto – ci viene comunicato che l’avvocato Naccarato non ha redatto il parere legale. Ci chiediamo a questo punto:
1) Perché il Comune di Aprilia ha chiesto un parere legale? Forse perché la documentazione che attestava il diritto di superficie era stata redatta frettolosamente e con superficialità scordandosi di inserire la clausola rescissoria da attuare in caso di inadempienza?
2) Perché, se il Comune di Aprilia aveva intenzione di adottare le determinazioni più appropriate acquisendo un parere che garantisse la massima tutela dei diritti dell’Ente, ha lasciato trascorrere tutto questo tempo senza poter dimostrare la giustezza delle proprie azioni, prima ancora che l’eventuale l’errore?
3) Se i giorni concessi all’avvocato per produrre il parere erano 6, il documento avrebbe dovuto essere pronto almeno il 13 maggio (abbiamo tolto sabato e domenica dal conteggio), perché parlare di urgenza, quando al 9 agosto ancora non esiste alcun documento?
4) Se l’intenzione del Comune era di tutelare i cittadini di Aprilia da una scelta che avrebbe ‘potuto ledere i loro interessi, perché è stato perso tutto questo tempo?

Ci auguriamo almeno che, data l’inosservanza dei termini di consegna, Naccarato non sia stato pagato e che la decadenza dei termini, entro i quali AVR Consult avrebbe dovuto realizzare le opere, ci restituisca un bene collettivo e ci renda l’area del Quinto Ricci completamente disponibile, magari per realizzare un vero parco per il quartiere Primo evitando così che venga in gran parte occupata dalle 4 palazzine.

 

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