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Mondoreale > Blog > Cultura & Eventi > SEZZE, l’Isiss Pacifici e De Magistris porta in scena “Le rane” di Aristofane
Cultura & Eventi

SEZZE, l’Isiss Pacifici e De Magistris porta in scena “Le rane” di Aristofane

Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2022 12:06
Simone Di Giulio Pubblicato 16 Maggio 2022
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Dopo la forzata interruzione dovuta alla pandemia, nel corso di questo anno scolastico 2021-2022 ha ripreso il suo svolgimento il Laboratorio teatrale “Educare con il teatro” curato dal professor Giancarlo Loffarelli fin dalla sua introduzione presso l’Istituto superiore “Pacifici e De Magistris” di Sezze nell’ormai lontano 1990, arricchitosi, a partire dal 2005, dello scambio teatrale con il Landgraf Ludwigs Gymnasium di Gießen (Germania). Interrotto nel 2020, proprio al suo quindicesimo anno di attività, per l’emergenza sanitaria e in attesa di poter riprendere anche lo scambio con il Liceo tedesco, intanto i ragazzi del Liceo Classico sono tornati a calcare le scene, hanno lavorato intensamente a partire dal mese di gennaio 2022 e venerdì 20 maggio, alle ore 19.30 presso la cavea del Centro sociale “Calabresi” di Sezze porteranno in scena una delle più belle commedie del grande commediografo greco Aristofane, Le rane.

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Ben 27 attori, diretti dal professor Loffarelli, che ha anche curato l’adattamento del testo, con i costumi e gli oggetti di scena curati dalla professoressa AnnaGrazia Benatti, al tramonto, torneranno (e alcuni lo faranno per la prima volta) a esibirsi dinanzi a un pubblico. Le rane fu messa in scena per la prima volta ad Atene, in occasione delle feste Lenee del 405 a.C. e risultò vincitrice. Nel 405 a.C. Atene stava attraversando uno dei periodi più difficili della sua storia: la guerra del Peloponneso stava per finire e la polis era sul punto di perdere la propria supremazia sul mondo greco. Al suo interno, la città soffriva di molte tensioni, poiché diverse fazioni si scontravano per il potere. La vicenda rappresentata racconta del dio Dioniso, raffigurato con grande ironia fino a giungere a una vera e propria presa in giro, decide di raggiungere l’Ade, travestito da Eracle, che aveva già fatto quel viaggio, per riportare in vita il tragediografo Euripide poiché i tragediografi più giovani non hanno il genio dei grandi. Di conseguenza, riportare Euripide in vita è l’unico modo per salvare la tragedia dal declino. In Aristofane persiste un atteggiamento conservatore che lo porta a criticare i tempi a lui contemporanei con atteggiamento nostalgico nei confronti del passato. All’inizio della commedia, Dioniso e il suo servo Xantia (nell’adattamento rappresentato si tratta in effetti di una serva) chiedono ad Eracle quale sia la strada più rapida per giungere all’Ade; quest’ultimo, dopo qualche presa in giro, risponde che è necessario attraversare una palude, l’Acheronte. Quando i due vi giungono, il traghettatore Caronte fa salire Dioniso sulla sua barca per portarlo sull’altra riva, mentre Xantia è costretto a girare intorno alla palude a piedi.

Durante la traversata, Dioniso e Caronte incontrano le rane con il loro gracidare. Esse si rivolgono a Dioniso senza riconoscerlo. Dioniso è infastidito dal loro canto, inveisce contro di loro e riesce a zittirle. Dioniso e Xantia si rincontrano alla soglia dell’Ade, dove incontrano gli iniziati ai culti misterici, il vero e proprio coro della commedia. Poco dopo incontrano anche Eaco, che scambia Dioniso per Eracle e comincia a insultarlo perché Eracle, nella sua discesa all’Ade, gli aveva rubato il cane Cerbero. Spaventato, il dio scambia i suoi abiti con Xantia, che dimostra molto più coraggio del suo padrone. Euripide viene finalmente trovato, mentre è nel mezzo di un litigio con Eschilo su di chi meriti di sedere sul trono di miglior tragediografo di tutti i tempi. Comincia allora una gara, con Dioniso come giudice: i due autori citano a turno versi delle loro tragedie e tentano di sminuire quelli del contendente. Alla fine Eschilo esce vincitore e Dioniso, che intendeva riportare in vita Euripide, non sa che fare e sceglie colui fra i due che darà il miglior consiglio su come salvare Atene dal declino. Sarà Eschilo a dare il consiglio migliore “Le navi sono la vera risorsa” e quindi Dioniso decide di riportare in vita Eschilo.

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