Si alzerà domenica 27 marzo alle 17:30 il sipario su “Delitti e castighi esemplari”, il secondo spettacolo dei quattro previsti che l’associazione culturale “La Macchia” ha inserito all’interno di una pre-stagione teatrale chiamata “Punti di vista”. Portato in scena dall’associazione culturale “Cu.Sp.Ide.-Compagnia X-Pression”, lo spettacolo prende spunto dai testi di Aub, Benni, Büchner e Ruccello, la regia è di Christine Hamp, la scenografia di Sergio Gotti e sul palco del cineteatro “Evado” di via Melogrosso 2 a Sezze si alterneranno Paolo Farina, Wladimiro Sist, Sabrina Cagioli, Barbara Guidetti, Massimo Albanesi, Teresa Mitilino, Emanuela Moscatelli, Frida Sia Bundu. La pièce è stata scritta e montata durante la non-stagione 2020/21. Una girandola di cattivi, stregoni e assassini veri o immaginari. In ogni caso pazzi da non credersi, molto divertenti, e molto emozionanti.
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Ognuno da solo, a confronto con sé stesso e con i propri fantasmi, indagando su quel momento che separa la follia dalla normalità e sulle attuali condizioni nefaste del singolo e della società. “Non c’è differenza tra me e gli altri… Basta un brutto giorno per ridurre l’uomo più equilibrato alla pazzia”. Basta uno sguardo troppo insistente in un bar, un rifiuto ricevuto o esternato, una costrizione e dalle viscere ti sale l’odio, la voglia di scatenare reazioni violente. E’ l’amore tossico del possesso che ti fa dire: “Ora ti mangio, ti mangio tutto”. Sono i condizionamenti sociali subdoli, ma spesso neanche troppo celati, che giustificano qualsiasi mezzo pur di apparire, magari in TV. Sono i social media l’odierno specchio nel quale ci guardiamo e ci facciamo guardare, perché vogliamo, anzi dobbiamo essere “la più bella/il più bello del reame”. E poi si sgombera il campo dalla disturbante idea della vecchiaia – grazie alle case di riposo, residenze per anziani, o come con altri sofismi vengono chiamate.
Li, in quei vecchiodromi, rinchiudiamo chi è memoria vivente e ci potrebbe regalare le storie per rendere i nostri sguardi più consapevoli. Ma della storia sanguinosa del secolo scorso, in fondo, chi vuole davvero serbare il ricordo? Eppure confidiamo in un futuro possibile, dove un gruppo di naufraghi trova salvezza, dove una ragazza riesce a ricostruire un senso, una prospettiva, e incamminarsi in quella sottile lama di luce che è il filo della vita che sarà. “La vita sarà, si, sono i bambini …”. Per prenotarsi è disponibile, come sempre, l’applicazione “Macchia Eventi”.




