Il 21 febbraio nei confronti dell’ex direttore del parco del Circeo venivano disposti gli arresti domiciliari a causa di gravi indizi di colpevolezza, secondo gli inquirenti e sulla base di intercettazioni telefoniche, che portavano ad ipotizzare i reati commessi per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art. 353 bis cp) e concorso nel reato (art. 110 cp). si trattava del terzo filone della più complessa indagine della procura di Latina titolata “dune”.
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L’ex direttore Cassola, nel pieno rispetto per il lavoro della magistratura e con la massima disponibilità a collaborare, senza avvalersi della facoltà di non rispondere, aveva già il 1 marzo affrontato l’interrogatorio di garanzia, rispondendo, di fronte alla gip Giorgia Castriota a tutte le domande poste dalla pm Valentina Giammaria, chiarendo le norme, i contesti e le motivazioni che lo portarono come rup ad affidare, nel giugno del 2019, n. 3 incarichi diretti e sottosoglia, tramite mepa-consip, a ditte specializzate, che dovevano supportare il parco e i suoi comuni, prima nello studio/ideazione delle schede di finanziamento e poi nelle progettazioni esecutive. Finalizzato tutto all’ottenimento di circa 3 milioni di euro (poi arrivati) del maxi-fondo clima del ministero dell’ambiente, con poco tempo a disposizione e nella scarsità di personale. attività svolta come prevede la norma e il codice degli appalti.
Arriva la positiva notizia dell’accoglimento dell’istanza del riesame presentata dai difensori avv. Luca Guidetti di latina e Luigi Giuliano di Roma. Si rimane quindi in attesa delle motivazioni del relativo provvedimento.
L’auspicio è che si possa procedere celermente nelle prossime fasi, affinché non permanga alcun dubbio sulla correttezza dell’operato del Cassola che nei cinque anni al parco si è sempre dedicato con impegno alla tutela e valorizzazione del territorio del parco, per un rapporto aperto con la sua comunità e con una particolare attenzione al tema della legalità.




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