LATINA, la nota congiunta dei capigruppo sulla polemica della Lega sul ritardo della definizione delle commissioni consiliari

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La nota congiunta dei capigruppo Campagna (LBC); De Amicis (PD); Coluzzi (Forza Italia); Colazingari (Per Latina 2032); Pannone (Riguarda Latina); Bono (M5S); Muzio (Fare Latina).

Leggiamo con grande sorpresa sui giornali la polemica della Lega circa un nostro presunto e volontario ritardo sulla definizione delle commissioni consiliari. I toni, sempre troppo alti però dei consiglieri leghisti, nascondono di fondo la reale sostanza della questione. In realtà, fosse stato per noi, la questione sarebbe stata risolta da inizio anno, ma proprio la Lega vorrebbe sovvertire la situazione di sostanziale equilibrio che c’è in consiglio comunale con artifici tecnico-matematici che abbiamo respinto con una motivazione giuridica assolutamente inattaccabile. Abbiamo anche chiesto alla Segreteria comunale e all’Avvocatura del Comune un parere a tal proposito, convinti delle nostre ragioni e delle motivazioni che abbiamo portato.

Stiamo già pensando al governo della città come forze politiche responsabili che comprendono il momento che sta attraversando, insieme al resto del Paese e del Mondo, la nostra città. Abbiamo discusso e condiviso il documento politico più importante di una amministrazione, ovvero le linee programmatiche di mandato, che costituiscono l’orizzonte sul quale lavorare per poter far stare la nostra città al passo con i tempi e per cogliere tutte le opportunità che il futuro ci riserva.

In questa fase così delicata di definizione delle commissioni chiediamo al Presidente del Consiglio Comunale di essere, come doveroso che sia, figura di garanzia di tutte le forze politiche: in virtù della sua elezione all’unanimità nel primo Consiglio, e nel totale rispetto delle decisioni prese dalla conferenza capigruppo. Si ritiene che il Presidente debba tenere un atteggiamento super partes, e non lasciarsi ‘tirare la giacchetta’ da alcune forze politiche che hanno come unico fine quello di paralizzare i lavori consiliari.

L’invito a coinvolgere il prefetto sulla vicenda ci trova chiaramente ben disposti e sereni, alla luce del fatto che la composizione delle commissioni corrisponde ad un metodo votato in sede di conferenza capigruppo. Metodo che, oltre ad esser pienamente legittimo, perché rispettoso del regolamento e dello statuto consiliare, è a garanzia della esplicazione della massima forma di democrazia che deve essere esercitata e non ostacolata in alcun modo tanto in Consiglio Comunale quanto nelle commissioni ove devono essere tutelati e confermati gli equilibri esistenti nella massima assise cittadina.

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