REGIONE LAZIO, manifestazione lavoratori Telecom ristorazione. Sono trecento i posti a rischio

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Hanno deciso di scioperare e manifestare i circa trecento lavoratori addetti alle attività di ristorazione fornite in appalto a diverse società presso i siti di Telecom Italia, ripartiti nelle regioni: Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. La manifestazione, con presidio davanti la sede del Ministero del Lavoro in via Fornovo a Roma, fissata per domani (martedì 12 ottobre dalle ore 10) è stata indetta dai sindacati: Ugl, CLAS, Fesicaconfsal, Usb e Cub dopo che venerdì scorso l’incontro con le società uscenti Elior e Cir unitamente alla società Allfood subentrante nella gestione dei servizi di ristorazione/bar, non ha dato certezze per il futuro dei lavoratori interessati dal cambio di gestione. La società Allfood, infatti, non ha fornito indicazioni su tempi e modalità, organizzative e gestionali, dei servizi lasciando di fatto oltre 300 lavoratori ancora nel limbo della cassa integrazione che scadrà la prossima settimana.

Al riguardo, le organizzazioni sindacali interessate hanno ribadito l’urgenza di un incontro in sede di ministero del lavoro, perché per la tutela dell’occupazione e’ fondamentale un intervento ministeriale che consenta, tramite gli ammortizzatori sociali, di gestire il “periodo transitorio” dei prossimi mesi, ovvero fino a quando Telecom non riattiverà definitivamente i servizi.

Ad oggi il Ministero del Lavoro è inspiegabilmente scomparso – afferma il presidente nazionale di Sindacato CLAS, Davide Faverovenendo meno al suo compito istituzionale di gestione delle crisi occupazionali. Per questo abbiamo indetto la manifestazione con presidio davanti la sede del Ministero stesso, chiedendo di convocare urgentemente un tavolo tecnico per la gestione della vertenza. Abbiamo più volte chiesto al Ministro Andrea Orlando, di essere convocati, insieme alle parti interessate, per un incontro in merito alla salvaguardia occupazionale, contrattuale e salariale delle maestranze. Ora davvero non c’è più tempo, i lavoratori meritano risposte e certezze”.

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