È quanto afferma l’europarlamentare di FDI, Nicola Procaccini, responsabile del dipartimento Ambiente ed Energia del partito.
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“Comprendiamo le difficoltà di una nazione gravemente colpita da un incidente terribile come quello di Fukushima. D’altra parte, il sacrificio della fauna ittica, oltre ad essere pericoloso per la catena alimentare, non può essere considerato un trascurabile danno collaterale provocato dall’uomo, seppur in concorso con il terremoto del 2011. Non si può ammettere che a pagarne il prezzo siano tutte le popolazioni, che peraltro non hanno beneficiato dei vantaggi economici prodotti dalle energie nucleari giapponesi. L’esaurimento dei serbatoi per lo stoccaggio dell’acqua contaminata non è un motivo sufficiente per sversarla in mare, occorre trovare strade alternative per evitare un grave attacco all’equilibrio ambientale servendosi delle nuove tecnologie sempre più efficaci in materia di decommissioning”, conclude Procaccini.




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