LATINA, le proposte dell’associazione Impresa al sottosegretario Claudio Durigon per il rilancio dell’economia

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IMPRESA Associazione nazionale dell’Industria e delle Piccole e Medie Imprese, aderente al sistema delle Confcommercio rappresenta aziende manifatturiere e dei servizi, settori economici le cui prospettive di sviluppo sono fortemente compromesse a causa dell’emergenza sanitaria, il cui perdurare sta fortemente indebolendo la capacità di resilienza di tutto il sistema imprenditoriale del nostro Paese. Essendo IMPRESA quotidianamente agganciata all’economia reale, ha voluto dare il suo contributo alla definizione del quadro delle prossime azioni economiche su cui il Governo sta lavorando, presentando in data 11 marzo u.s. al Ministro del Mef Daniele Franco e al suo sottosegretario on. Claudio Durigon, una piattaforma di istanze economiche chiedendo loro interventi “shock” che abbiano lo scopo di stimolare la “domanda”, di sostenere concretamente gli imprenditori che si trovano ad affrontare una crisi di liquidità delle proprie aziende, a fronte di adempimenti retributivi, fiscali e contributivi in molti casi non procrastinabili. Le parole del presidente Olivetti: “L’emergenza sanitaria ha prodotto uno tsunami che ha travolto tutta la nostra economia, in molti casi sono stati quasi azzerati i fatturati delle aziende e le mancate entrate hanno generato un diffuso indebitamento che sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza di intere filiere economiche. Gli imprenditori chiedono di attivare tutti gli strumenti in grado di ridistribuire alle aziende liquidità, attraverso garanzie, finanziamenti agevolati, a fondo perduto, programmi di cancellazione e dilazione del debito, con lo scopo principale di ridurre e diluire il più possibile gli effetti negativi della crisi.  I primi interventi messi in atto con i diversi decreti che si sono susseguiti subito dopo il primo lockdown del 2020, non sono stati sufficienti a sostenere finanziariamente le imprese colpite dall’emergenza epidemiologica. Le stesse necessitano di un programma di azioni per riattivare velocemente la domanda di lavoro, soprattutto in quei settori economici più penalizzati dalla crisi, attivando tutti gli strumenti di finanza straordinaria che possano elargire in modo massivo risorse economiche”.

 Alla luce di tutti i dati raccolti e dei confronti eseguiti con gli imprenditori, vediamo alcune delle proposte di IMPRESA partendo da quelle in tema di “Liquidità”: estensione del regime di IVA per cassa per tutte le imprese e senza limitazione, al fine di evitare l’anticipo di imposta che sottrae liquidità preziosa; rafforzamento del Fondo di Garanzia affinché possa operare senza particolari limitazioni; finanziamenti agevolati fino a 30 anni (anche per la rinegoziazione dei finanziamenti in essere) per sopperire al calo della domanda e del fatturato e sostenere il pagamento di tasse e contributi, oneri sociali, utenze, fornitori, affitti, ecc.; istituire a regime il sistema del superbonus 110% o prorogarlo almeno fino al 2025; estensione degli incentivi/bonus economici alle aziende per la conversione dei loro impianti nel rispetto dei parametri di eco-sostenibilità e di risparmio energetico; proroga almeno fino al 2025 del piano industria 4.0; reintroduzione del c.d. “Piano casa”; superamento del limite attuale degli aiuti di Stato (de minimis) portandolo ad 1 milione di euro; Le parole del direttore generale Saverio Motolese: “È necessario dare vita ad una revisione organica del Fisco italiano, di attuare misure fiscali agevolative per le imprese al fine di renderle più competitive in un mercato sempre più globalizzato. È stato rilevato che il nostro sistema fiscale è uno dei più complessi, incerto e poco equilibrato tra quelli esistenti nei principali paesi mondiali industrializzati. Il Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi ha previsto l’attuazione di una riforma organica del sistema fiscale vigente. Tale provvedimento è condivisibile in quanto l’attuale sistema fiscale ha, nel corso del tempo, contribuito a sviluppare vari effetti negativi sul sistema economico italiano tra cui: il progressivo peggioramento del quadro della normativa tributaria; la forte penalizzazione della classe media; il difficile e complicato rapporto tra Amministrazione Finanziaria e contribuenti; il sempre maggior peso fiscale, dovuto ad una spesa pubblica inarrestabile il cui debito pubblico si aggira, attualmente, intorno a 2.500 miliardi di euro.” Alcune delle proposte d’IMPRESA avanzate al Ministro Franco, in tema di “Tributi e Tasse”: azzeramento del carico fiscale per tutto il 2021 o, in alternativa, la sua riduzione significativa (es.: -50%) dilazionando gli importi residui su un periodo pluriennale senza interessi; sospensione degli adempimenti fiscali e contributivi di prossima scadenza  prevedendo un piano di ammortamento a lungo termine senza l’applicazione di sanzioni (anche oltre i 10 anni per le aziende che si trovano in condizioni di comprovata difficoltà); cancellazione o forte riduzione di debiti pregressi (cartelle esattoriali) per società, ditte individuali e cittadini, in base a parametri temporali, quali anno fiscale di riferimento e di importo; riforma Irpef: valutare l’applicabilità di due aliquote Irpef differenziate; riforma Irap: l’idea è quella di abolire l’imposta studiando un’altra forma di tassazione dei profitti; prevedere l’integrale deducibilità dei costi auto e l’integrale detrazione iva; abolizione dell’IMU per gli anni 2020 e 2021; eliminazione della doppia contribuzione INPS per i soci/amministratori di SRL.

 Conclude il presidente Olivetti: “IMPRESA ha eseguito costanti confronti con le aziende associate per fornire supporto pratico e analisi incrociate finalizzate ad intercettare il «sentimento» degli imprenditori sulla situazione presente e futura rispetto alla corrispondenza ed efficacia delle misure adottate e adottabili dal governo. Aspettativa comune è quella di poter contare sulla disponibilità di denaro che non sia solo ricorso all’indebitamento, ma possibilità di liberare risorse finanziarie interne, nonché forme di finanziamento a fondo perduto e sovvenzioni dirette, decisamente più utili ai fini del recupero del terreno perduto. Altro imperativo è l’immediatezza, la semplificazione e la facilità di ricorso a tutte le misure identificate. Le imprese sono disposte a farsi carico di nuovo debito, ma affinché sia per loro sostenibile, è necessario che venga adeguatamente diluito nel tempo”.

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