LATINA, Rita Di Rosa: “Lavoro femminile, serve una svolta. Il recovery fund può essere un’opportunità da cogliere”

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“La distanza del tasso di occupazione femminile italiano da quello europeo (50,1% e 64,0%, rispettivamente) interessa tutte le classi di età e se tra i 15-34 anni il gap con l’Ue è caratteristico anche degli uomini, in quelle più adulte riguarda quasi esclusivamente le donne”. Il dato è del 2019 ed è tratto dal Rapporto sul Mercato del Lavoro elaborato da Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Istat, Inps, Inail e Anpal. In Italia – secondo l’Istat – il tasso di occupazione degli uomini è del 68% (Latina 66,9), mentre quello delle donne è del 50,1% (Latina 41,9, una differenza di ben otto punti rispetto al dato nazionale).

“Sul lavoro femminile serve una svolta. Il recovery fund può essere un’opportunità da cogliere– afferma Rita Di Rosa, del consiglio generale di Latina Bene Comune – La pandemia da coronavirus in corso ha acuito ancora di più le differenze di genere e tra i territori, generando nuove disuguaglianze e ha approfondito le fragilità esistenti. Il mondo femminile è ancora una volta tra i più colpiti, perché ancora oggi sulle donne grava fortemente il peso dell’accudimento dei figli e degli anziani e perché la cultura della parità di genere costituisce una delle sfide dei prossimi anni. Una analisi europea indica nell’aumento della occupazione femminile in Italia un corrispettivo aumento di Pil e questo è un presupposto importante per l’uso del recovery nel nostro Paese, come è stato già evidenziato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

I tassi di occupazione femminile nel nostro territorio sono sempre stati sotto la media nazionale; l’unica nota positiva è arrivata dal rapporto di Confindustria, che ha mostrato un trend in ripresa nel nostro territorio, che però ha subìto una nuova battuta di arresto negli ultimi mesi. La buona politica deve essere in grado di analizzare questi dati e indirizzare le strategie future verso una visione di società dove le opportunità siano più eque, dove la cultura del lavoro sia promossa, dove l’invisibile diventi visibile e dove la parità di genere non rappresenti più un obiettivo ma diventi finalmente concretezza e quotidianità”. Come farlo? LBC propone dunque un modello di sviluppo che promuova le start-up femminili, con una guida all’accesso per finanziamenti e bandi per imprenditoria femminile e giovanile, ma che non dimentichi il potenziamento dei servizi per le donne che non sono mai entrate nel mondo del lavoro o che con la maternità hanno dovuto lasciare il posto. L’idea è quella di istituire un organismo, che sia incardinato nel Comune di Latina, per la promozione della parità di genere sul lavoro e nell’economia.

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