La trasmissione “Sorgente di vita”, con il giornalista Daniele Toscano, ha registrato un servizio tra i suggestivi vicoli del borgo antico di Sermoneta alla ricerca delle tracce che testimoniano la presenza degli ebrei. A condurre la troupe nel percorso storico è stato il Presidente dell’Archeoclub di Sermoneta Sonia Testa. Un’interessante passeggiata che dall’antica Porta Annibaldi condurrà i telespettatori tra stretti e suggestivi vicoli in quello che era il quartiere ebraico di Sermoneta dove è ancora possibile vedere dall’esterno l’imponente Sinagoga. L’arrivo degli ebrei nella cittadina lepina sembra poter essere collegato con la loro espulsione dal Regno di Napoli nel finire del Duecento dopo le accanite prediche dei domenicani.
La prima testimonianza scritta di un certo Sabatuccio giudeo in loco risale nell’atto di giuramento fatto nel 1297 alla famiglia Caetani che era appena entrata in possesso di Sermoneta. L’inserimento degli ebrei nel contesto sociale ed economico della cittadina venne favorito proprio dagli ottimi rapporti che instaurarono con i membri della famiglia Caetani soprattutto nella metà del Quattrocento con Onorato III Caetani. In quegli anni si registrano ben venti famiglie in cui vi erano medici, farmacisti, mercanti. I rapporti si incrinarono però all’inizio del Cinquecento dopo il periodo borgiano. Guglielmo Caetani, nel 1505 ritornato in possesso dei suoi beni, inizia una politica restrittiva verso la comunità ebraica. Con la bolla di Pio V alla fine del Cinquecento gli ebrei furono richiamati a Roma, iniziando lo spopolamento del quartiere ebraico di Sermoneta. Nonostante nel 1586 il papa Sisto V avesse concesso loro di ritornare nei luoghi di provenienza a Sermoneta non fece ritorno nessuna famiglia ebrea.




Devi effettuare l'accesso per postare un commento.