Si è svolta martedì presso l’Abbazia di Casamari, presieduta dal vescovo di Frosinone, la Santa Messa in suffragio di Padre Eugenio Romagnuolo, per 23 anni abate di Valvisciolo a Sermoneta e dal 2015 padre abate di Casamari. In rappresentanza dell’amministrazione di Sermoneta il sindaco Giovannoli, che ha espresso alla famiglia Romagnuolo l’apprezzamento di tutta la comunità sermonetana nei confronti di Padre Eugenio, guida spirituale per due generazioni: “Un punto di riferimento – ha spiegato il primo cittadino – per la comunità, costruttore di fratellanza, di grande spessore culturale, sempre pronto ad ascoltare tutti e ad aiutare chi ne aveva bisogno”.
Presente alla cerimonia anche l’ex sindaco di Sermoneta, Luigi Torelli, che ha voluto testimoniare la propria vicinanza alla famiglia e ha ricordato la figura dell’uomo di Chiesa, suo personale amico durante il mandato a Valvisciolo. Padre Eugenio è scomparso lo scorso 4 aprile, affetto da coronavirus. A causa dell’emergenza, non era stato possibile svolgere il funerale e per questo la Santa Messa è stata un modo per riunire, nel rispetto delle norme, i familiari, i monaci cistercensi di Casamari e Valvisciolo, i sindaci di Veroli, Monte San Giovanni Campano, Boville e, appunto, Sermoneta, oltre alle autorità militari e religiose e tutti coloro che hanno conosciuto e voluto bene al caro Eugenio, sepolto nel cimitero all’interno delle mura dell’abbazia di Casamari.




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