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Mondoreale > Blog > Speciali > SEZZE STATUA, la cronistoria dei fatti
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SEZZE STATUA, la cronistoria dei fatti

Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2020 15:20
Stefano Colagiovanni Pubblicato 10 Giugno 2020
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La questione legata all’installazione di una statua raffigurante San Lidano d’Antena all’interno della piazzetta del belvedere di Sezze ha inizio esattamente due anni fa. L’1 giugno 2018, infatti, sul tavolo della giunta arriva la richiesta avanzata da don Massimiliano Di Pastina, direttore dell’Archivio Capitolare della Cattedrale e del Museo Diocesano d’Arte Sacra di Sezze, per realizzare un monumento con scultura di San Lidano da collocare in Piazza del Duomo, sulla base di un progetto a firma dell’architetto Ferruccio Pantalfini, depositato presso il Settore Tecnico.
La delibera originale parla di spese a suo carico ma di possesso che resterà suo. E’ lo stesso sindaco (lo spiegherà in seguito) che modifica a penna la delibera ed inserisce la parola “donazione”. Tutta la giunta (Di Raimo, Di Prospero, Di Veroli, Ceccano, Lucarini e Pecorilli) vota favorevolmente e la notizia esce sul nostro giornale.
Qualcosa però non torna e la stessa giunta è costretta a riunirsi nuovamente l’8 giugno (stavolta l’assessore Di Veroli è assente) e votare un nuovo atto (la delibera 95, mentre la precedente era la 92). Sparisce la dicitura “donazione”, che viene sostituita con questa frase: “Don Massimiliano Di Pastina rimarrà l’unico proprietario della scultura di San Lidano D’Antena”.

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La questione sembra essersi congelata, ma il 29 ottobre 2018 una violenta ondata di maltempo danneggia la casa del parroco di Santa Maria, adiacente alla piazzetta del belvedere. Quando arrivano i soldi per realizzare i lavori di messa in sicurezza, i cantieri che vengono aperti sono 2, quello per la canonica e quello per la realizzazione della statua.
É l’8 maggio 2019 e la polemica esplode, con i residenti che si svegliano con un cantiere realizzato e danno il via ad una protesta che nel corso di pochi giorni raccoglie adesioni. 13 giorni dopo l’apertura del cantiere, il Comune decide di fare un passo indietro, dubitando sulle procedure adottate.
Il 21 maggio la decisione di chiudere il cantiere e da lì un lunghissimo braccio di ferro tra il comitato “Murodellatèra” e l’amministrazione comunale. C’è anche un confronto pubblico tra le parti e il sindaco si dice fiducioso di poter risolvere la questione. Poi però la crisi politica, le dimissioni del primo cittadino, la lenta ripresa e il Covid-19, che portano la questione a essere discussa in aula il 10 giugno.

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