E’ stato presentato venerdì pomeriggio il libro “La via perfetta. Nanga Parbat: sperone Mummery”, scritto da Daniele Nardi insieme ad Alessandra Carati. L’auditorium “Mario Costa”, gremito, ha ascoltato con particolare attenzione e una vena di commozione palpabile gli interventi che si sono succeduti sul palco in ricordo di Daniele, scomparso insieme al suo compagno di corda Tom Ballard nel tentativo (il quinto per l’alpinista di Sezze) di salire sulla nona montagna più alta della terra in inverno, passando per lo Sperone Mummery: “Daniele – ha spiegato Alessandra Carati, che con lo stesso aveva diviso le prime fasi della spedizione al campo base del Nanga Parbat – voleva scrivere un libro diverso da quelli di montagna. Voleva una biografia differente, un racconto umano, che includesse anche le parti più intime e più profonde della sua vita quotidiana. L’idea gli era venuta dopo aver letto un’altra mia pubblicazione, “Bestie da vittoria”, sulla figura del ciclista Danilo Di Luca”. Un’operazione di disvelamento, con un accento anche sulle debolezze e sugli sbagli, e con aneddoti sull’ascesa del K2, momento che ha segnato Daniele nel profondo, così come episodi legati al tentativo di scalata del Nanga Parbat nel 2016. Insieme alla coautrice del libro si sono alternati sul palco alcuni amici di Daniele, Andrea Giansanti, Stefano Milani e Remo Grenga, coordinati dal giornalista Gianluca Campagna. L’iniziativa, organizzata dalla Mountain Freedom, dal Panathlon di Latina e dall’associazione Araba Fenice di Sezze, con il patrocinio dello stesso Comune, è stata l’ennesima occasione per la città di ricordare la figura di Daniele, sulla quale già nei mesi scorsi erano state organizzate diverse iniziative, tra le quali una fiaccolata particolarmente emozionante, l’intitolazione della palestra dell’Isiss “Pacifici e De Magistris”, quella di un sentiero sul monte Semprevisa oltre, naturalmente, alla targa che dal 31 marzo scorso spicca sulla vetta più alta dei Monti Lepini.









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