Sono stati rinviati a giudizio i soggetti che a diverso titolo sono ritenuti responsabili della tragica scomparsa di Massimo Massetti, il 50enne operaio di Aprilia e dipendente della società Acqualatina che il 12 aprile 2016 perse la vita all’interno dell’impianto di Fonte La Penna, in via Scopiccio a Sezze, folgorato da una scarica elettrica mentre si apprestava ad effettuare alcuni lavori di ripristino causati da un furto di rame perpetrato qualche giorno prima da ignoti. Massetti, insieme ad un collega, si trovava all’interno della struttura di via Scopiccio, quando avrebbe sfiorato con la testa un quadro elettrico, utile a dare potenza alle pompe di rilancio, ricevendo una scarica da 380 volt che non gli aveva lasciato scampo. 8 gli indagati per la morte dell’operaio, tra cui l’allora sindaco di Sezze, Andrea Campoli, attualmente assessore comunale, l’ex dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Sezze, Mauro Vona, oltre ad amministratori, dirigenti e responsabili della sicurezza dell’epoca dipendenti della società che gestisce il servizio idrico integrato a Sezze. Ieri mattina davanti al Giudice per le Indagini Preliminari La Rosa e dopo il rinvio di un mese dell’udienza a causa del legittimo impedimento di uno degli avvocati incaricati dagli indagati, per tutti è 8 è arrivato il rinvio a giudizio. La morte sconvolse per diverse settimane sia la comunità di Sezze che quella di Aprilia, città dove Massimo Massetti risiedeva insieme ai 3 figli, un ragazzo avuto con la prima moglie e due gemelle avute dalla compagna dell’epoca. L’inchiesta della Procura di Latina, condotta dal sostituto procuratore Daria Monsurrò, venne chiusa a luglio del 2017 con la decisione di emettere 8 avvisi di garanzia.
SEZZE, morì folgorato a fonte La Penna. Tutti rinviati a giudizio gli indagati





