Da oggi a giovedì sarà ospitato a Latina il meeting di avvio del progetto ENI CBC MED NAWAMED – Nature Based Solutions for Domestic Water Reuse in Mediterranean Countries. La Provincia di Latina, in qualità di ente capofila, ha ottenuto un co-finanziamento dall’ ENI CBC MED, il Programma di cooperazione transfrontaliera nell’area del Mediterraneo dell’Unione Europea, pari a 2.999.188,68 euro (corrispondenti al 90% del totale dei costi che saranno sostenuti dal progetto) che sarà distribuito tra i 7 partner del progetto, ovvero la Provincia di Latina, IRIDRA – Sustainable Water Management (Italia), Svi.Med – Centro euromediterraneo per lo sviluppo sostenibile (Italia), CERTE – Centre de Recherches et des Technologies des Eaux (Tunisia), University of Jordan – Amman (Giordania), Energy Water Agency (Malta) ed American University of Beirut (Libano). Il progetto, della durata di tre anni, adotterà strategie volte ad incrementare l’impiego di tecnologie e misure innovative, sostenibili, a basso costo per l’utilizzo di risorse idriche non convenzionali per scopi domestici o per irrigazione e grazie alla realizzazione di progetti concreti sui territori coinvolti. Nello specifico si realizzeranno sistemi di trattamento naturale delle acque grigie (gli scarichi di lavabi e docce) e delle acque di dilavamento stradale per il loro riutilizzo. A Latina è prevista la realizzazione di un impianto di fitodepurazione presso la Fiera (ex Rossi Sud) per un importo complessivo pari a circa 150.000 euro, ma si realizzeranno anche pareti verdi fitodepuranti (in tutti i paesi partecipanti) e soluzioni compatte trasportabili da usare nei campi profughi (Libano). Previsti anche incontri di formazione mensili a livello locale per coinvolgere esperti locali e migliorare le conoscenze dei cittadini – in particolare insegnanti, agricoltori, bambini, ma anche tecnici e professionisti locali – sull’importanza della gestione sostenibile dell’acqua e sull’utilizzo di trattate risorse non convenzionali. Ulteriori attività previste dal progetto sono la distribuzione del kit del “risparmio idrico” (per esempio per nuovi paesi coinvolti o per nuove aree pilota in fase di installazione dell’impianto), la predisposizione di documenti strategici per introdurre l’approccio dell’”economia circolare” nelle politiche dell’acqua per favorire le scelte dei decisori pubblici nell’adottare regole e politiche, ampliando la fase di test a livello nazionale e dell’intera regione mediterranea, oltre ad attività di comunicazione e sensibilizzazione tramite eventi locali e nazionali e media.




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