Uno spiegamento di forze dell’ordine notevole ha fatto da scenario ieri mattina alle operazioni di trasferimento di 50 extracomunitari, tutti uomini giovani provenienti dalle regioni dell’Africa centrale, dal Centro di Accoglienza Straordinaria di via Murolungo a Sezze a due distinti centri che si trovano ad Itri e a Cori. Il trasferimento, dopo 5 anni circa dall’apertura della struttura attualmente gestita dalla cooperativa Karibu, si è reso necessario perché la stessa cooperativa di recente non ha partecipato al nuovo bando per l’ospitalità non fornendo la propria disponibilità alla Prefettura ad ospitare i profughi e i richiedenti asilo arrivati straordinariamente in Italia e non inclusi nei progetti dello Sprar. Le operazioni, coordinate come detto da un vasto schieramento formato da Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Polizia Locale e responsabili della struttura ospitante e di quelle che si accingono ad ospitare gli stranieri, sono iniziate intorno alle 8 del mattino, per concludersi qualche ora più tardi. Nella struttura di via Murolungo non si sono registrati momenti di tensione, con alcuni ospiti che a tratti hanno dato addirittura l’impressione di essere contenti di cambiare destinazione, 20 a Cori e 30 ad Itri. Molti di loro hanno addirittura fatto un cenno con la mano mentre due pullman attrezzati li trasportavano altrove. Negli anni di permanenza presso il Cas di via Murolungo, invece, non sono mancate le tensioni. Alcuni residenti si sono spesso lamentati della presenza di stranieri, in alcuni momenti di un numero ben superiore alle 50 unità. Nello stesso centro si sono verificati alcuni casi di proteste da parte degli ospiti della struttura, la maggior parte delle quali relative al cibo che gli veniva somministrato. Gli stessi ospiti avevano chiesto, invano, il ripristino dei locali cucina per farsi da mangiare da soli, ma la Azienda Sanitaria Locale glielo aveva negato per motivi igienico-sanitari, causando una protesta che era stata a fatica risolta dopo un lungo faccia a faccia tra gli stranieri e gli operatori incaricati dalla cooperativa. Una volta arrivati a Cori, però, alcuni hanno polemizzato nei confronti della nuova cooperativa. Sono dovuti intervenire Polizia e Carabinieri per portare tutto alla normalità.
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