L’arena del centro sociale “Ubaldo Calabresi” nel cuore di Sezze, piena in ogni ordine di posti, è stata il teatro del saggio/spettacolo di fine anno del Magazzino – Centro Studi d’Arte, che quest’anno ha deciso di far esibire i propri allievi di danza e di canto sul tema del cantautorato italiano dal dopoguerra ai giorni nostri. Una scommessa vinta quella della direzione del Magazzino, che ha entusiasmato il pubblico presente con le canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana, da Celentano e Morandi, passando per Domenico Modugno, per l’età d’oro del cantautorato anni ’70 e ’80, fino ad arrivare ai recenti Ultimo e Måneskin. Un viaggio intervallato da interventi (di Franco Abbenda e di Simone Di Giulio, con una canzone eseguita da Giorgia Luccone) che spiegavano, socialmente e storicamente, i periodi nei quali quelle canzoni sono state scritte e i motivi del loro successo. Un successo che va anche oltre le aspettative quello di “Ma che musica maestro”, il titolo della manifestazione, che ha spinto il direttore artistico Vincenzo Persi a commentare: “E’ stato davvero un bel momento per la nostra scuola, che ha certificato anche la nostra mission, quella di mettere i giovani nelle condizioni di affrontare il pubblico senza sfarzi e con lo spirito giusto. Il livello dei nostri oltre 100 studenti è stato altissimo e anche a livello di organizzazione posso ritenermi particolarmente soddisfatto, con il servizio fotografico realizzato da Fotolabo, il video da Digiframe e la BP service che si è occupata di audio e luci di scena. Ringrazio, ovviamente, Maria Chiara Grasso che si è esibita in un passo a due con il sottoscritto, tutti gli studenti del Magazzino e i genitori che hanno sempre assecondato la loro passione”.
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