In occasione del 41esimo anno dalla morte di Peppino Impastato, l’Istituto “Pacifici e De Magistris” di Sezze ha voluto organizzare un incontro per ricordare questa grande persona e per testimoniare che, anche se sono passati così tanti anni, il suo sacrificio non è stato vano e la lotta alla criminalità organizzata è più vivo che mai. Peppino era un ragazzo semplicissimo, nato in un paesino in provincia di Palermo, Cinisi, e appartenente, suo malgrado, ad una famiglia di stampo mafioso. Grazie alla lettura, grazie alla conoscenza, grazie all’informazione è riuscito ad alzare la testa e a scontrarsi contro questo mostro terribile che, purtroppo il 9 maggio del 1978 ce lo ha portato via: “Peppino – ha spiegato la dirigente scolastica Anna Giorgi in una nota – è stato la prova vivente del fatto che il fenomeno mafioso attecchisce facilmente su un terreno fatto di ignoranza e disinformazione. L’unico modo di combatterlo sta quindi nella formazione, che deve essere consapevole e critica, nel non stare zitti, esprimere il proprio punto di vista, anche se può risultare scomodo, e nel non avere paura nel farlo perché la mafia uccide, ma il silenzio pure”. La stessa dirigente scolastica ha ringraziato i partecipanti all’evento, culminato con la visione del film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana: “Un ringraziamento al prof. Vincenzo Bagnera, promotore dell’incontro sulla figura di Peppino Impastato, a Remo Grenga e Vincenzo Ferrantelli per la loro testimonianza, all’assessore alla Cultura Pietro Ceccano e a Pietro Formicuccia”.
Sezze, il Pacifici e De Magistris ha ricordato la figura di Peppino Impastato a 41 anni dalla sua morte






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