Non smettono le iniziative nel ricordo di Daniele Nardi, l’alpinista setino deceduto insieme al suo compagno di cordata, Tom Ballard, nel tentativo di scalata invernale del Nanga Parbat attraverso l’ascesa dello sperone intitolato alla memoria di Albert Frederick Mummery. Dopo il lutto cittadino, una serie di iniziative concentrate in un giorno che hanno interessato la vetta della Semprevisa e l’area a ridosso di Campo Rosello, una fiaccolata in memoria di Daniele e Tom e l’intitolazione della palestra dell’istituto “Pacifici e De Magistris”, l’ultima iniziativa in ordine di tempo ha coinvolto due sezioni locali del Club Alpino Italiano, quella di Latina e quella di Colleferro, che sabato scorso, in occasione della IV edizione del Trekking dei Monti Lepini, oltre a dedicare la giornata in ricordo delle due giovani vittime sul Nanga Parbat, hanno deciso di intitolare il sentiero 710 proprio alla memoria dell’alpinista nato e cresciuto a Sezze ed abituale frequentatore di quel tratto di montagna, utile per rilassarsi ed allenare la parte di velocità del suo lavoro. L’iniziativa di sabato è stata promossa dalla XVIII Comunità Montana dei monti Lepini e, come detto, dalle sezioni CAI di Colleferro e Latina, cui hanno aderito anche il CAI Lazio, la XIII Comunità Montana dei Monti Lepini Ausoni, il CAI Tivoli, il Comune di Carpineto Romano, il Comune di Bassiano e numerose associazioni del territorio. La scelta di intitolare proprio quel tratto di montagna a Daniele non è casuale. Lo stesso alpinista, come testimoniato da diversi video presenti nella Rete, era solito percorrere il sentiero di corsa nei suoi allenamenti quasi giornalieri. 900 metri di dislivello per 6 chilometri totali di lunghezza, che era in grado di chiudere in meno di un’ora. A Daniela, moglie di Nardi, con in braccio il piccolo Mattia, è stato affidato il compito del taglio del nastro.






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