IMPRESA, Associazione dell’Industria e delle Piccole e Medie Imprese, registra un nuovo successo nell’ambito dell’attività di Cultura d’impresa. Mercoledì 3 aprile, presso l’Hotel Tirreno di Latina, si è svolto un focus operativo sulla Riforma del fondo di garanzia, entrata in vigore lo scorso 15 marzo. “Era doveroso per un’associazione come la nostra – ha esordito il Presidente Giampaolo Olivetti – mettere gli imprenditori a conoscenza della portata di questa riforma. Sono stati come sempre i nostri associati a chiedere di approfondire questo tema, perché sono loro a decidere quali sono gli argomenti da trattare durante i nostri Focus. La riforma del Fondo di garanzia è una riforma doverosa e importante, che non deve essere sottovalutata, perché se da una parte irrigidisce il sistema, ossia le modalità di utilizzo e di accesso al fondo, dall’altra diventa un’opportunità perché costringe le aziende ad operare una piccola riforma anche al proprio interno. IMPRESA è consapevole di queste difficoltà e ha predisposto un servizio definito di “educazione finanziaria” per mettere gli imprenditori nelle condizioni di gestire al meglio le proprie risorse e il fondo di garanzia, che si attesta quale strumento più utilizzato per l’accesso al credito”. Al tavolo dei relatori Silviano Di Pinto, esperto in economia di impresa e strumenti di CRM che ha spiegato ai numerosi imprenditori presenti, quali sono le tecniche più evolute di gestione finanziaria da adottare al fine di gestire al meglio e in modo più consapevole il rapporto con i propri partner finanziari e bancari e non incorrere in problematiche che potrebbero avere ricadute spiacevoli nei processi produttivi. “Il cuore della riforma – ha spiegato Di Pinto – è l’introduzione di un sistema di Rating che incasella le imprese all’interno di CLASSI DI RISCHIO diversificate, prevedendo per ogni soggetto beneficiario PERCENTUALI DI GARANZIA collegate a quel livello di rischio e alla tipologia dell’operazione finanziaria. La garanzia pubblica (Fondo di Garanzia) viene differenziata in funzione del profilo di rischio dell’impresa. Ad ogni impresa sarà attribuita una probabilità di inadempimento e assegnata una classe di valutazione ben determinata. In base alla probabilità di inadempimento, o probabilità di default stimata, ogni impresa viene classificata in una delle 12 CLASSI DI RATING che a loro volta sono raggruppate all’interno di CINQUE FASCE DI VALUTAZIONE. Questa riforma si inserisce in un contesto normativo che prevede per gli istituti di credito l’adozione del principio contabile IFRS9 la cui applicazione è entrata a pieno regime nel 2019: un cambiamento radicale delle regole di classificazione degli strumenti finanziari e della modalità di calcolo delle rettifiche. L’Ifrs9 prevede, infatti, che le banche effettuino accantonamenti non solo per i crediti già deteriorati ma anche per quelli che potrebbero deteriorarsi in futuro. Di fatto la manovra prevede accantonamenti anche per i crediti in bonis. Le banche dovranno stimare le perdite attese e metterle a bilancio. In questo quadro assumono importanza fondamentale e strategica sia L’ATTRIBUZIONE DEL RATING, che di fatto determina le condizioni di accesso al credito per un’azienda, che il reale valore degli STRUMENTI DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO a supporto della PMI (garanzie reali, garanzie personali, derivati su credito). E in questo contesto il FONDO DI GARANZIA PER LE PMI rappresenta il principale strumento italiano a supporto delle imprese per una migliore comunicazione finanziaria spendibile non solo verso i partner finanziari ma anche nei confronti di fornitori, clienti, dipendenti ed in genere tutti gli stakeholder dell’impresa nazionali e internazionali”. Grande soddisfazione sull’esito del focus è stata espressa dal Direttore Generale di IMPRESA, Saverio Motolese, che durante il suo intervento ha portato all’attenzione del pubblico alcuni dati che riguardano le richieste di accesso al Fondo di Garanzia, proprio per sottolineare l’importanza di questo strumento, che si attesta come l’agevolazione più longeva e utilizzata dagli imprenditori italiani: “Nel 2018 – ha illustrato Motolese – le richieste di accesso al Fondo di Garanzia PMI sono state 95.506. Di queste il Mediocredito Centrale ne ha accolte 93mila, per circa 13,8 miliardi di euro di finanziamenti e 9,7 miliari di euro in importi garantiti. Sono oltre 63mila le imprese beneficiarie di tale agevolazione, con un finanziamento medio garantito di circa 148mila euro. La maggior parte delle domande accolte riguardano imprese di micro dimensioni, che rappresentano il 58% del totale, seguono poi le aziende di piccole dimensioni (33%) e le medie (9%). Il settore che ha registrato il maggior numero di domande ammesse è l’industria, pari al 42% del totale, seguito dal commercio con il 39% e dai servizi (18,5%). Dai numeri emerge una cosa importante, ossia il Fondo di Garanzia è stato lo strumento che ha permesso a tante aziende di superare gli effetti e anche i postumi della crisi. Di fatto rappresenta l’ossigeno per gestire non solo l’ordinario ma anche per crescere e IMPRESA non poteva non predisporre un servizio che affianchi i propri associati nel nuovo percorso dettato dalla Riforma”.
Latina, un successo il focus operativo sulla “Riforma del fondo di garanzia” organizzato da Impresa












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