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Mondoreale > Blog > Speciali > Sermoneta, aperte in anteprima le prigioni sotto Castello Caetani
Speciali

Sermoneta, aperte in anteprima le prigioni sotto Castello Caetani

Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2019 9:39
Simone Di Giulio Pubblicato 11 Marzo 2019
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Un viaggio affascinante tra la storia di una famiglia che ha governato il territorio per diversi secoli e tante storie che nel corso degli stessi periodi si sono intrecciate con il nome Caetani finendo nelle carceri asservite allo stesso castello di Sermoneta. E’ questo il progetto che è stato presentato sabato mattina, nel corso di un’anteprima rivolta esclusivamente alla stampa, dalla Fondazione Roffredo Caetani, che hanno deciso di aprire le stanze parzialmente restaurate. Un restauro, chiaramente, conservativo, proprio per tenere quei graffiti che ornano ogni angolo delle antiche prigioni quanto più naturali possibile. Ad introdurre la giornata e a precedere la visita guidata il presidente della Fondazione, Tommaso Agnoni, e il prof Giovanni Pesiri, consigliere della stessa: “Apriamo oggi – ha spiegato Agnoni – un altro angolo straordinario del nostro territorio. Un angolo affascinante dove possiamo ripercorrere la storia di questo Castello attraverso un punto di vista inedito, quello appunto dei carcerati che nel corso dei secoli sono stati rinchiusi nelle antiche prigioni. E questo può avvenire perché non diamo la possibilità ai visitatori di vedere solo i luoghi che un tempo fungevano da prigioni ma anche di leggere, personalmente, le incisioni e quindi le storie delle persone che vi sono state rinchiuse. Il nostro obiettivo e la ragione per la quale i Caetani hanno voluto istituire la Fondazione, è proprio questo: conservare questo enorme patrimonio storico e culturale e metterlo a disposizione delle future generazioni. Il Castello Caetani di Sermoneta – ha concluso il presidente della Fondazione Roffredo Caetani – è un fiore all’occhiello che merita di essere ulteriormente valorizzato e sono certo che i visitatori, dopo una passeggiata nella bellissima Sermoneta e magari a Ninfa, come nel resto del meraviglioso territorio pontino, resteranno affascinati dalle storie nascoste anche tra le mura di questa fortezza. Storie antichissime, anche avvolte dal mistero, storie affascinanti che si perdono nei secoli e che oggi stiamo contribuendo a riscoprire”. Dopo un breve intervento di Giovanni Pesiri, che poi ha coordinato la visita guidata continuando a raccontare aneddoti dei luoghi e dei graffiti in esso contenuti, la parola è passata al gruppo di lavoro dell’associazione 148 Produzioni (formato da Pierluca Zanda, Michele Catalano e Lara Limongelli) che ha presentato in anteprima il trailer del documentario dal titolo “Né a torto, né a ragione” (una delle scritte peraltro presenti all’interno di una stanza adibita a carcere), con immagini suggestive ed inedite attraverso le quali vengono raccontate le prigioni del Castello, la loro storia anche tramite i graffiti lasciati dai carcerati nel corso dei secoli. La giornata, infine, si è chiusa con la visita alle stanze che hanno visto transitare centinaia di persone, incriminate per i motivi più disparati e che spesso hanno visto la fine dei loro giorni proprio tra le pietre di questo gioiello incastonato tra i Monti Lepini.

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