“L’atteggiamento del Premier Salvini, ha sdoganato l’azione di una massa di frustrati che, girando in anonimato sul web, incitano all’odio e all’intolleranza verso chi non la pensa in maniera omologata – si legge nella nota diffusa da Sezze Bene Comune – Nell’arco di poche ore, diverse persone sono state attaccate in modo indiscriminato da un profilo di cui non è dato sapere l’identità. Il Parroco della cattedrale di Santa Maria di Sezze (LT) e la Dott.ssa Marie Terese Mukamitsindo che gestisce la cooperativa Karibù per richiedenti asilo, sono stati direttamente attaccati. Come Movimento politico SBC, esprimiamo la massima solidarietà sia nei confronti delle persone direttamente lese e sia nei confronti di tutti coloro che operano negli ambienti presi di mira, quali la chiesa e il centro accoglienza. La volontà di esprimere un’opinione diversa, non può limitarsi a forme di violenza e intolleranza perché questo dimostra di non avere capacità dialettica al confronto, evidenziando inoltre il disprezzo per la democrazia non sempre scontata. Stiamo attraversando un periodo storico pregno di rancore, astio, odio, intolleranza, frustrazione, causati da una moltitudine di aspetti complessi che meriterebbero analisi più approfondite non riconducibili all’esemplificazione a cui ci hanno abituato con le comunicazioni social, spesso banalizzata da fake news. La politica ha il dovere di restituire dignità al corretto confronto, al dialogo costruttivo e propositivo, condannando le forme di azione estrema volte a minare la stabilità democratica del paese. Per questo motivo, come gruppo politico, non ci stancheremo mai di difendere le sane regole e ci batteremo per una società più equa, fondata sui diritti umani e per la difesa delle regole democratiche. A tal proposito, condividiamo una interessante battaglia intrapresa da 60 amministratori locali di ‘Italia in Comune Puglia’ che scendono in campo contro il decreto Salvini sull’immigrazione: sindaci, assessori e consiglieri comunali già iscritti al partito sono pronti a presentare nei rispettivi comuni un ordine del giorno in cui chiederanno al Governo di sospendere gli effetti del decreto legge e di rivalutarne le ricadute con i territori; e alla Regione Puglia di condividere i loro intenti. E’ detto in una nota in cui si precisa che il decreto del ministero dell’Interno prevede 23mila migranti in meno nel circuito dell’accoglienza, la revoca di circa 1.500 permessi di protezione umanitaria e la chiusura di decine di Cas e Sprar. Tuttavia – conclude la nota le stime Anci sono raccapriccianti per i Comuni: 280 milioni di euro di costi amministrativi che ricadrebbero su Servizi sociali e sanitari territoriali”.
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