Abbiamo incontrato Paolo Peroso, organizzatore di eventi culturali e sociali della Capitale, speaker radiofonico, curatore e voce narrante della quinta edizione della Passione Vivente di Cristo, importante rappresentazione teatrale all’aperto che avrà luogo domenica prossima nel centro storico di Aprilia dalle 17 alle 20. Si tratta di un evento ormai tradizionale e consolidato, supportato da scenografie e luci coinvolgenti. Tra le novità di quest’anno, oltre ad una rinnovata cura di scene e costumi, anche la partecipazione straordinaria del Soprano Maestro Michela Sburlati, che si esibirà durante la scena finale della crocifissione, accompagnata dai Maestri apriliani Riccardo Toffoli al pianoforte e Claudio Di Lelio al violino.

La manifestazione è ideata, promossa e diretta da Francesco Vuturo con il coordinamento organizzativo di Mina Modugno, con il patrocinio e il contributo economico del Comune di Aprilia e la collaborazione della Proloco di Aprilia presieduta da Antonio Marchese, della Legio II Parthica Severiana di Albano, della Scuola di ballo HathorBelly Dance, di Sabrina De Santis (curatrice dei costumi), dell’Associazione Verso la Saggezza, della Croce Rossa Italiana e delle Associazioni locali di Protezione Civile ANC, Alfa e Cb Rondine.

Un evento denso di grande spiritualità che rappresenta il cardine misterico di tutto il Cristianesimo e della tradizione occidentale, celebrato in molte città italiane. Paolo Peroso ci ha fornito la sua lettura, da artista e da uomo.

Paolo, da quanto tempo collabori a questo evento? Come sei stato “reclutato” dalla comunità apriliana, sempre attenta a circondarsi di professionalità affermate? 

Collaboro ormai da due anni e sono stato reclutato grazie alla collaborazione con il Gruppo storico Romano che ho conosciuto durante l’organizzazione della kermesse Luci della storia su Porta Pia. 

Raccontaci i momenti più emozionanti di questa esperienza.

Fin dal primo contatto avevo percepito la grande volonta’ e l’umilta’ delle persone che con grande sacrificio si dedicano alla realizzazione della Passione di Cristo. Persone nel vero significato della parola perche’ schiette, semplici e soprattutto ricche di una forza interiore nel lavorare in gruppo per la rappresentazione di un mistero piu’ grande di loro. Osservarli durante le prove, arrabbiarsi per una battuta o un movimento sbagliato, discutere e poi abbracciarsi con un sorriso: ecco, questi sono momenti importanti al di la’ del successo effimero.

Ormai c’è un affiatamento consolidato con tutta la compagnia che interpreta la Passione, un teatro stabile che rievoca ogni anno il cuore centrale del mistero Cristiano. 

Per questa edizione ho ricevuto maggiori responsabilita’ dal presidente Francesco Vuturo e, come mia abitudine nell’organizzazione degli eventi, ho partecipato a trecentosessanta gradi alla realizzazione occupandomi della comunicazione, dell’immagine e, quando ho potuto, anche a supportare gli attori nella scelta dei movimenti, delle posture, delle correzioni su enfasi e voce. Insomma, ho cercato di essere utile come tutti i miei colleghi che non si sono certo limitati ad assolvere solo i propri compiti…

Grazie Paolo per l’attenzione che presti alla nostra città, a domenica.

Grazie a te per averci dedicato questo articolo, perche’ questa rappresentazione merita un plauso per la forza e la volonta’ di condividere la storia, quella storia, con tutti.

Antonia Rizzo