Successo per la presentazione del libro della giovane autrice setina Giulia Maturani, tenutasi sabato pomeriggio presso il centro sociale “Ubaldo Calabresi”. “Il Requiem del tempo” è un libro particolare, imprevedibile e mai scontato, aggettivi che possono essere utilizzati perfettamente per descrivere la personalità di questa ragazza, che a soli sedici anni e mezzo ha dato vita ad un libro unico nel suo genere. All’incontro, moderato da Simone Di Giulio direttore della rivista online Mondore@le, hanno preso parte il presidente dell’associazione culturale “Con-Tatto” Lidano Lucidi e la curatrice del libro Donatella Tomei, i quali a turno hanno raccontato i primi incontri avuti con Giulia, la motivazione per cui editare questo libro non è mai stata una scelta bensì una necessità, e del perché ogni spettatore presente all’incontro debba averne una copia sul proprio comodino. Con “Il Requiem del tempo” la Con-Tatto Edizioni giunge alla sua terza pubblicazione, una piccola realtà che piano piano cerca di farsi strada all’interno di in un mondo globalizzato, dove a contare ed emergere sono solo le grandi case editrici o i giornali nazionali. Per il presidente Lucidi dare la possibilità a chi ha talento di emergere è essenziale, e poter dar voce a chi non ha voce è doveroso. A prendere la parola poi è stata la curatrice del libro Donatella Tomei, che ripercorrendo passo dopo passo il lavoro svolto insieme a Giulia, ha raccontato di come fin da subito, si sia creato un legame che va oltre la differenza di età, un’immediata alchimia, un confronto culturale basato sull’amore per la letteratura. Per Giulia scrivere “Il Requiem del tempo” è stato più semplice di quanto si possa immaginare, rispondendo alle domande del pubblico con totale naturalezza, spiega di come la sua intenzione fosse fin dall’inizio quella di dare una parola alle emozioni. Definisce il suo libro un giallo introspettivo, un genere che ancora non esiste in letteratura; come in tutti i libri gialli c’è un crimine o un mistero da risolvere, in questo, le emozioni hanno un volto e sono persone, e il ruolo dell’investigatore tocca al lettore, mentre il mistero da smascherare non è altro che l’emozione che si cela dietro la parola. Leggere il libro di Giulia è un esperienza introspettiva, significa intraprendere un viaggio su se stessi, non ci sarà una morale condivisa, ognuno scoprirà o riscoprirà determinate sensazioni, vissute o da vivere sfogliando una Parigi degli anni 60 in compagnia di Tefet, del suo amore Moan e della sua amica Fisaget.
Silvana Martino
Per vedere il video e la fotogallery completa dell’incontro visita il sito qui“>EtWebTv.










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