O Sergio Di Raimo candidato unitario dopo una lunga, lunghissima, fase di concertazione, o le primarie di partito appena possibile, anche tra 3 settimane. Sembra essere questa la linea che dovrà seguire il Partito Democratico di Sezze, con le due opzioni che saranno discusse oggi pomeriggio alle 17 in un incontro che finalmente dovrebbe mettere il punto su una vicenda che ormai va avanti da circa 3 mesi, quella relativa a chi sarà il candidato sindaco per la tornata delle amministrative previste per la prossima primavera. Dopo un lungo testa a testa tra l’attuale presidente del consiglio comunale e l’assessore a Servizi Sociali, Scuola e Sport, Enzo Eramo, con i due che si sono in diverse occasioni superati vicendevolmente in termini di chance di essere candidati, la situazione sembra essersi fossilizzata su queste due evenienze, con il gruppo che sostiene Di Raimo a chiedere lo strumento delle Primarie di partito qualora non si riuscisse a trovare la quadra. Le ultime indiscrezioni raccontano di un confronto proprio tra i due potenziali candidati alla carica di sindaco, con un piano che entrambi avrebbero dimostrato di poter accettare proprio per evitare ulteriori frazioni all’interno di un partito che, dopo 10 anni di governo ininterrotto della città e dopo il 70,2% raccolto come coalizione solo 5 anni fa, non è mai sembrato così spaccato, frutto probabilmente anche della situazione nazionale, con una clamorosa scissione in atto. Proprio sulla scissione si erano fatti alcuni ragionamenti, ma difficilmente Eramo deciderà di aderire al nuovo progetto a pochi mesi dal voto setino. Spazio dunque alle decisioni definitive, con due ipotesi verosimili e una terza meno praticabile, quella di un partito che decide di non assegnare simboli (come succederà ad Ardea) costringendo a ricorrere a liste civiche.
Sezze, per il Partito Democratico oggi sarà il giorno della verità




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