Arriva la risposta delle forze di opposizione del Comune di Formia, dopo che la maggioranza ha deciso di non presentarsi oggi alla Commissione Trasparenza. Lo rendono noto in un comunicato stampa congiunto i Consiglieri Alessandro Carta, Luca Magliozzi, Immacolata Arnone, Paola Villa, Amato La Mura, Antonio Di Rocco e Nicola Riccardelli: “Oggi la maggioranza ha deciso di non presentarsi alla Commissione Trasparenza, facendo mancare il numero legale e impedendo così lo svolgimento della seduta, con una comunicazione firmata dal Sindaco arrivata solo all’ultimo momento. I consiglieri di maggioranza, membri della Commissione, non hanno avuto neppure il coraggio di metterci la faccia. È un fatto gravissimo. Lo è sul piano istituzionale, su quello politico e per il messaggio che viene mandato alla città.”
“Come consiglieri di opposizione – proseguono –avevamo chiesto un momento di chiarimento su una sentenza del TAR che mette in discussione la regolarità di una precisa scelta organizzativa di questa Amministrazione e che può produrre conseguenze rilevanti per il Comune. Un passaggio dovuto, prima ancora che legittimo. Quella sentenza, infatti, annulla gli atti con cui il Comune aveva accorpato il Corpo di Polizia Locale in un settore amministrativo più ampio e aveva attribuito a una dirigente amministrativa anche il comando della Polizia Locale. Eppure, nonostante questo, quella stessa dirigente continua addirittura a firmare atti. Anche su questo nessuno ha ritenuto di dover dare spiegazioni. E visto che tutti scappano, dicano almeno loro chi deve garantire, non a noi ma alla città, se gli atti che continuano a essere firmati in questa situazione siano oggi pienamente legittimi oppure no”.
“Avevamo chiesto di capire quali effetti amministrativi ed economici possa produrre questa sentenza – insistono – quali criticità si siano aperte, quali atti l’Ente intenda adottare. Domande che riguardano la città, non l’opposizione. Davanti a queste richieste di chiarimento, Il sindaco Taddeo ha scelto di fuggire, sostenendo che sarebbero in corso le procedure per impugnare la sentenza. È una motivazione inaccettabile. Anzi, viene da pensare che ci sia qualcosa che si preferisce non chiarire. Questo modo di agire ha un nome preciso: arroganza istituzionale. Ancora una volta nessun rispetto per i consiglieri comunali, per le sedi istituzionali, per la città. Far saltare una Commissione Trasparenza su una questione di questo livello significa considerare il confronto facoltativo e le istituzioni come una proprietà personale”.
“La verità è che non siamo davanti a un episodio isolato – concludono la nota così – È già accaduto con il disastro della sosta. Sta accadendo di nuovo oggi, davanti a una sentenza sfavorevole che apre interrogativi seri sulla tenuta dell’azione amministrativa. E tutto questo si inserisce in un quadro già segnato da altri problemi nell’organizzazione dell’ente, nella gestione del personale e in una macchina amministrativa sempre più sotto pressione. Questo è il dato politico vero. E al di là della Commissione, resta un punto: le scelte sbagliate e gli errori di questa Amministrazione rischiano di produrre costi e danni per la città. Perché qui non è in gioco una semplice polemica tra maggioranza e opposizione. È in gioco il rispetto delle istituzioni, la trasparenza dovuta alla città e la credibilità stessa del Comune”.


